San Valentino alla Casa di Pulcinella con la compagnia teatrale "Amici del sipario"

  • Dove
    Teatro Casa di Pulcinella
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 14/02/2015 al 14/02/2015
    20.30
  • Prezzo
    Il costo del biglietto € 10,00 e ridotto € 5,00 per ragazzi da 0 a 15 anni Per info e prenotazioni: 0805024444 / 3357826236 - emanuelebattista@alice.it
  • Altre Informazioni

Come di consueto, anche quest’anno la compagnia teatrale Amici del Sipario presenta un nuovo lavoro della produzione di Emanuele Battista, autore e regista della compagnia teatrale amatoriale nata nel 2003.

Quest’anno è il turno di Quattefàcce, una commedia in dialetto barese composta da due atti. Per inaugurare il ricco calendario di impegni, la compagnia si esibirà a partire da domenica 25 gennaio e per tutti i weekend di febbraio e marzo, fino alla conclusione della stagione, domenica 26 aprile, presso il teatro Casa di Pulcinella di Bari.

La commedia, dal titolo Quattefàcce, è stata la prima opera di Emanuele Battista, scritta nel 1998. Bari, i baresi, le famiglie, gli intrecci, i disagi, le difficoltà quotidiane, una drammaturgia che parte dalla realtà della vita comune per giungere agli aspetti più controversi della società. Il mondo e l’uomo posti sotto la lente di osservazione attraverso una storia qualunque, un palcoscenico per un ambiente naturale, tanti personaggi che ci assomigliano. Il filo conduttore è l’ironia. Ma perché lo spettatore si diverte, ride delle peripezie altrui? Perché, secondo l’autore, egli si riconosce in quei personaggi, rivive i loro momenti, rammenta fatti già noti e davanti allo scorrere della narrazione è sereno, perché non è lui a doverle vivere direttamente e aspetta con curiosità gli sviluppi, prova ad indovinare accadrà e scoprire, magari, che è già successo a lui o ad altri. La formula narrativa è del tipo “post hoc, ergo propter hoc” (Roland Barthes), o vero ciò che viene dopo è conseguenza di ciò che succede prima. Ma la linearità della trama affabula lo spettatore che vien catturato e in una sorta di coinvolgimento cerca di interpretare la storia, volendone decretare le sorti. E allora è il colpo di scena a scombussolare le disposizioni mentali di chi guarda, a creare disorientamento e smarrimento del filo rosso. “Nelle mie commedie – racconta Battista -  c’è sempre un colpo di scena che non è mai fantasioso ma che rimane nei canoni del verosimile. Alla fine cerco sempre di consegnare un messaggio, che non è moralismo ma la visione delle mie idee che affollano e si contrappongono nella mia mente e che sul palco camminano sulle gambe dei vari personaggi. Chi mi è vicino idealmente e chi mi è distante: sono loro lo specchio della vita che condivido o dissento. E come diceva il grande Eduardo De Filippo: A teatro la suprema verità è stata e sarà sempre la suprema finzione, e la suprema finzione sarà sempre suprema verità”

La famiglia, ancora la famiglia al centro delle commedie di Emanuele Battista. L'autore conferisce a questa prima cellula della società un'importanza fondamentale. Tra i famigliari crescono e prendono forma i caratteri, le personalità, i pregi e i difetti delle persone. Famiglia specchio della società, luogo dove nasce il conflitto tra individuo e collettività, luogo in cui emergono con maggior forza e drammaticità le incomprensioni, le incomunicabilità, il crollo dei valori. In Quattefàcce la storia si sviluppa intorno a una famiglia di baresi, piccoli pescatori, gente povera ma onesta. All'interno di questo nucleo si ritrovano gli aspetti più inquietanti della nostra epoca, del postmodernismo. Disoccupazione, diversi livelli di comunicazione e scontro tra generazioni, assenza di assistenza per gli anziani malati, crisi di coppia. In un giorno di quotidiana e difficile convivenza, quando la tensione tra marito e moglie è arrivata ormai al punto di rottura, un’improvvisa e inaspettata notizia pare portare un nuovo raggio di luce radiosa che fa presagire giorni felici e sereni. La famiglia Loporchio ha “svoltato", ha abbandonato il duro percorso irto di ostacoli, di sacrifici, di privazioni e si avvia verso viatici più tranquilli, che fanno intravedere finalmente ciò che tutti inseguono e per cui sperano: pace, amore e benessere. Tutto sembra sistemato, ognuno della famiglia avrà ciò che da tempo cerca; cos ì il sorriso torna (se mai c’è stato) a regnare sovrano in questa casa. Finalmente si possono coltivare progetti ambiziosi e i sogni stanno per diventare realtà. A volte però, si sa, sul più bello del sogno suona la sveglia. E i signori Loporchio dormono o son desti?

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