"Cause perdute Dai Borbone alla Catalogna" alla libreria Laterza di Bari

Il passato ritorna sempre più forte e in forme originali. Negli ultimi anni si è moltiplicato il numero di programmi dei media tradizionali, la produzione di materiali sui social e su internet, l’attività di appassionati di storie locali e regionali, l’impegno di cultori di ricostruzioni storiche. Negli anni ottanta e soprattutto nei novanta, il fenomeno è diventato visibile in grandi dimensioni, stimolato dal declino delle appartenenze ideologiche della guerra fredda e dalla rivoluzione della comunicazione e del digitale, che ha moltiplicato la forza narrativa e di spettacolarizzazione del passato. Lo spazio pubblico è invaso dal recupero, o dallo scontro, sulla memoria. Le cause perdute sono una forma di rielaborazione del passato, mischiano il presente e la memoria, ma ne offrono una versione originale e accattivante, perché figlia di fratture radicali come le guerre civili ottocentesche o le vicende dei bianchi russi o dei nazionalisti cinesi nel Novecento. Possono riapparire da un tempo secolare, come nel caso delle origini del borbonismo napoletano, o limitarsi ad analisi intellettuali, come in quello dei socialisti rivoluzionari russi dopo la sconfitta nella rivoluzione. Una causa perduta, in quanto esito di una sconfitta drammatica e irreversibile, genera un risentimento collettivo e un ripensamento radicale, producendo repertori ideologici e culturali in grado di persistere nella memoria, o di venire recuperati in particolari congiunture.

Il lungo e intenso dibattito che si è sviluppato durante l'estate (e dura tuttora) sull'opportunità di istituire una giornata della memoria per le vittime meridionali del Risorgimento pone con ancora maggiore forza alla storiografia la necessità di approfondire scientificamente lo studio dei vinti del processo di unificazione, e più in generale degli sconfitti dalle rivoluzioni liberali ottocentesche, oltre che di veicolare all'opinione pubblica i notevoli risultati che la ricerca ha conseguito e sta conseguendo su questi temi, dove sono in campo da circa due decenni nuove generazioni di studiosi e una nuova storiografia del Risorgimento che analizzano criticamente e in chiave comparata il conflitto politico nel Mezzogiorno e nell'area euromediterranea durante l'arco di tempo compreso fra le rivoluzioni tardosettecentesche e la prima guerra mondiale, che va sotto il nome di lungo Ottocento.

Mercoledì 8 novembre   ore 18,30

Cause perdute Dai Borbone alla Catalogna

Enrico Francia, Alessandro Leogrande, Biagio Salvemini

ne discutono con Carmine Pinto

a partire da Cause perdute a cura di E Gonzales Calleja e C. Pinto

(Meridiana. Rivista di storia e scienze sociali)

Coordina Gian Luca Fruci

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