L'Ensemble Cappella dei Signori in "Sacro lusitano" a Palo del Colle

La musica dei compositori lusitani del Seicento e la rievocazione dell’epoca dei castrati. Sono le coordinate lungo le quali si muove il Festival Anima Mea per l’appuntamento di venerdì 18 ottobre, nella Chiesa del Purgatorio di Palo del Colle, dove dalle ore 19.30 sarà di scena la formazione portoghese di musica antica Ensemble Cappella dei Signori. Il concerto, intitolato «Sacro lusitano» e dedicato alla polifonia del barocco portoghese, segna un’importante collaborazione tra il festival pugliese, diretto da Gioacchino De Padova nella Rete di musica d’arte Orfeo Futuro, e la Fondazione Casa de Mateus di Vila Real, dove la Cappella dei Signori ha la propria residenza artistica.

Formazione a organico variabile diretta da Ricardo Bernardes, e per l’occasione composta dai sopranisti Arthur Filemon e António Lourenço Menezes, da contraltisti Márcio Soares Holanda e Nuno Raimundo, dai tenori João de Baroos e Pedro Morgado e dai bassi Rui Bôrras e Tiago Daniel Mota, con Mélodie Michel al fagotto barocco e Catarina Sousa all’organo positivo, la Cappella dei Signori propone un programma di opere di compositori portoghesi del XVII secolo con polifonie a quattro, sei oppure otto voci, sempre accompagnate dal basso strumentale. Le musiche sono di Pero de Gamboa (Mottetto “O bone Jesu”), Fernando de Almeida (Messa “Dominica in Palmis”, “Lamentazione del Venerdì Santo” e “Responsorio V dell’Officio del Venerdì Santo”), Aires Fernandes (Mottetto “Circumdederunt me”), Filipe de Magalhães (Messa “Veni Domine”), Henrique Carlos Correa (Mottetto “Cithara mea”) e Manuel Cardoso (Mottetto “Non mortui qui sunt in inferno”).

L’interpretazione è, come si dice, “storicamente informata”, con intensità emotiva e diversità timbrica, con libertà di ornamenti e con pronuncia lusitana del latino. Tra l’altro, l’ensemble è una delle proposte artistiche legate al progetto Americantiga e mira a recuperare la sonorità specifica della Cappella Reale portoghese durante i secoli XVI-XVIII in cui si formarono i cori con voci esclusivamente maschili, i quali, soprattutto durante il regno di Joao V, erano in gran parte castrati di origine italiana.

Il concerto è a ingresso libero presentando la rivista di Anima Mea 2019 (costo 10 euro) e sarà preceduto da una passeggiata d’arte nel luogo dove è stato programmato.

Info www.animamea.it - 391.4858488 (dalle ore 16 alle 19)

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