Cultura

"Bari città del dialogo", il Comune in Fiera con lo sguardo al 2019

Un padiglione di 400 metri quadri, due percorsi espositivi, una piattaforma multimediale per l'accesso ai materiali audiovisivi, tre giorni di dibattiti: il Comune punta sulla Fiera del Levante per promuovere l'immagine della città in vista della candidatura a capitale europea della cultura nel 2019

Il lungomare di Bari

Uno spazio espositivo nel cuore della Fiera del Levante per promuovere l'immagine della città in vista di due eventi di grande importanza: la partnership con l'Expo di Milano nel 2015 e la candidatura a capitale europea della cultura nel 2019. Il piano di marketing del Comune di Bari, illustrato oggi in conferenza stampa dall'assessore Paparesta insieme al consigliere del sindaco per le Arti visive Vito Labarile e al direttore della ripartizione Lavori pubblici Maurizio Montalto, parte proprio dalla 75° edizione della campionaria, in programma dal 10 al 18 settembre.

All'interno del centrale padiglione 170, due percorsi espositivi ricostruiranno le fasi di preparazione della città a questi due grandi appuntamenti: da una parte, la partecipazione all'Expo 2015 di Milano come "sede distaccata", con un'esposizione dedicata ai temi dell'acqua e dell'alimentazione mediterranea; dall'altra le politiche culturali messe a punto in vista della candidatura di Bari a capitale europea della cultura. "Una candidatura - spiega l'assessore Paparesta - che si basa una precisa consapevolezza: quella del ruolo di Bari come città del dialogo interculturale e interreligioso, crocevia tra Est e Ovest. Ed è su questo che noi intendiamo puntare". In che modo? Attraverso la costituzione di un vero e proprio brand culturale, ribattezzato "il miglio barese", che riunisce i tre grandi teatri della città: il Petruzzelli e la sua fondazione per la musica e la danza, il Margherita, sede del futuro museo di arte contemporanea (BAC) per le arti visive, e il Piccinni, futura sede del Teatro stabile, per le attività teatrali. Il tutto senza dimenticare progetti dedicati alla creatività giovanile, come l'Officina degli esordi (spazio per l'imprenditorialità culturale giovanile di prossima inaugurazione) e il neo avviato progetto CAP 70100 dedicato alla Street Art. Una programmazione culturale ambiziosa, ma non impossibile da realizzare, perché, sottolinea Labarile, Bari ha "le strutture adatte per sostenere questo progetto". E la Fiera del Levante, con il suo milione di visitatori previsti, sembra essere la vetrina ideale per pubblicizzare il "nuovo corso" dell'amministrazione comunale in materia di politiche culturali, ma non solo.

Un'altra parte del padiglione, infatti, sarà dedicata agli interventi urbanistici e di riqualificazione della città. Tra i progetti esposti, relativi sia ad interventi già realizzati che ancora da realizzare, ci saranno quelli del mercato dell'area Ex Palmiotto (che dovrebbe essere inaugurato proprio dopo la Fiera), del waterfront di San Girolamo (di recente al centro di polemiche per i ritardi nell'avvio dei lavori), del mercato di via Pitagora a Japigia, del ponte stradale sull'Asse Nord/Sud. "In questa sezione del padiglione - anticipa Montaldo - stiamo pensando di organizzare anche una serie di miniconferenze con i progettisti, per permettere ai cittadini di fare domande e avere chiarimenti sui progetti di loro interesse". Non un mero spazio espositivo, quindi, ma anche un'occasione per sollecitare la partecipazione e l'interazione con i cittadini. Un'intenzione, quella del Comune, che si esprime anche attraverso la scelta di un allestimento all'insegna della multimedialità e dell'interattività: gran parte dei materiali audiovisivi, infatti, saranno  consultabili attraverso una piattaforma multimediale posizionata al centro delle sale, grazie alla quale ciascun visitatore potrà costruire il proprio personale "percorso di esplorazione" dei documenti e dei materiali messi a disposizione per l'occasione.

 

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