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Bifest, la lezione di Costa-Gavras: "La politica? Non è preferenza al vuoto"

Al Petruzzelli il terzo appuntamento con le lezioni di cinema: sul palco il celebre regista greco naturalizzato francese autore, tra gli altri, di 'Z - L'Orgia del Potere', 'Missing' e 'Mad City'

"Cos'è per me la politica? Non è una preferenza al vuoto. Tutti i politici sono fanatici delle loro idee, considerando totalmente sbagliate quelle degli altri". E se ad affermarlo è uno dei registi che ha narrato la politica con maestria, senza remore, né compromessi, c'è da credergli e ascoltare con attenzione. Il Bifest dopo Alan Parker e Jean-Jacques Annaud, accoglie un altro grande del cinema del '900, Kostantinos Gavras, per tutti Costa-Gavras. 

Ottantadue anni, greco naturalizzato francese da tanti anni, autore di numerose pellicole capaci di proiettare l'attenzione e scatenare dibattiti su alcuni dei più importanti fatti del secolo scorso, dall'ascesa dei Colonnelli nel suo Paese natale, illustrata nel celeberrimo 'Z - L'orgia del potere', alle nefandezze del regime cileno di Pinochet in 'Missing', fino alla feroce critica del sensazionalismo proposto dai media in 'Mad City', lo storico film del 1997 con Dustin Hoffman e John Travolta.

"Ho girato questo film perché la moltiplicazione dei mezzi di comunicazione - racconta il regista durante l'affollata Master Class di questa mattina al Petruzzelli - ha provocato una vera e propria corsa a chi scrive di più, con un abbassamento notevole della qualità. Il lettore si fa quindi cliente. I media poi possono influenzare la politica, come con in Francia con la Le Pen, a cui danno legittimità nonostante, di fatto, a votarla sia una netta minoranza ".

Tematiche scomode, spesso ostacoli per portare a termine il proprio progetto, come nel caso di 'Z', il suo capolavoro più noto (1969): "Sottoposi il copione a Jean-Louis Trintignant - racconta - e poi cercammo dei finanziatori, ma non riuscivamo a trovarne. Ci rivolgemmo quindi a Jacques Perrin e dopo aver cercato di girare in Sicilia, trovammo ospitalità e appoggio in Algeria. Gli attori quasi rinunciarono completamente al compenso, poiché erano tutti entusiasti di lavorare per questo film. Inizialmente, gli incassi andarono male, ma dopo alcune settimane divenne un successo mondiale. Bisogna sempre saper aspettare".

Non voleva, in quel caso, fare un film politico, ma denunciare la mancanza di democrazia e libertà nella sua amata Grecia. Costa-Gravas è un esempio di come il cinema preservi ancora la sua funzione di 'cane da guardia' della società, attraverso analisi approfondite e documentate. Accanito lettore di giornali, Costa-Gravas (stasera sarà premiato con il premio Fipresci Platinum Award), narratore dei più importanti avvenimenti socio-politici del secolo scorso, non rinuncia ad esprimersi, stuzzicato dal pubblico, su un ipotetico film sull'Isis: "Bisognerebbe trovare prima una storia interessante e poi documentarsi sull'argomento per realizzare un'opera che sia di ampio respiro. In generale, sul tema, si fa di tutta l'erba un fascio, quando si parla dei 5 milioni di musulmani presenti in Francia. La quasi totalità di loro conduce una vita normale, lavorando e studiando. Gli estremisti rappresentano una minoranza molto piccola da isolare e, in casi violenti, mettere in prigione".

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