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Le bambole del Conte Smeraldino e della Contessa Roverella

Le bambole del Conte Smeraldino e della Contessa Roverella

Con due maschere 'ufficiali' nasce il Carnevale di Conversano. L'idea dell'associazione: "Apriamo una bottega d'arte"

Con delibera dello scorso 25 giugno, il Comune ha iscritto 'Conte Smeraldino' e 'Contessa Riverella' al Centro Nazionale di Coordinamento delle Maschere d'Italia. Damato: "Può essere un motore turistico importante"

Conversano come Putignano, che sul Carnevale ha costruito lo zoccolo duro del suo turismo, trasformandolo da evento locale a faro per la visibilità nazionale. Un'idea che stuzzica anche la città guidata da Pasquale Loiacono, che nelle scorse settimane ha compiuto i primi passi per la realizzazione - l'appuntamento fissato, al momento, è al 2020 - del proprio Carnevale medievale.

La registrazione delle maschere

Se a Napoli c'è Pulcinella e a Putignano Farinella, non ci può essere Carnevale senza una maschera tipica del luogo. E mentre Polignano ha adottato ormai da tempo 'Pescarello Scherzarello' - nel 2008 diventa maschera ufficiale adottata dalla città di Domenico Modugno - Conversano raddoppia: con delibera comunale del 25 giugno registra ufficialmente al Centro nazionale di coordinamento delle Maschere d'Italia 'Conte Smeraldino' e 'Contessa Riverella'.

Come per Pescarello Scherzarello, si tratta di due creazioni di ragazzi: a immaginarli sono stati nel 2016 gli alunni di una classe del Primo Circolo Didattico, diventate anche protagonisti di un romanzo scritto da Giuseppe Grieco. E qui troviamo anche le prime citazioni sul progetto del Carnevale: si parla della "costruzione condivisa del progetto comunale ‘Carnevale medievale’, finalizzato al coinvolgimento della città nella sua interezza e soprattutto delle realtà locali e delle fasce fragili presenti sul territorio, con le quali dare vita ad attività di sviluppo e promozione-turistica durante il periodo del carnevale 2020". Progetto che l'amministrazione vuole sostenere "per la valenza sociale e culturale rivestita, nella tradizione popolare, dalle attività e dalle manifestazioni legate al carnevale, nonché per il ruolo strategico che tale manifestazione può assumere per le economie locali, attraverso la promozione turistica del territorio".

L'associazione: "A Conversano una bottega d'arte sulle maschere e un'accademia d'arte"

E c'è chi ha già capito come il progetto può essere il volano di uno sviluppo ulteriore dell'economia cittadina, punto di partenza per la nascita di nuove progettualità. Come l'aps 'Work in progress', costituita il 27 giugno scorso: "Siamo 17 donne dai 20 in su - racconta Maria Savia Damato - ognuna con la sua area di specializzazione (psicologa, assistente sociale, archeologa, laureata in lettere, biologa, esperta scuole, etc)  e lavoriamo in coworking come nuovo approccio per abbracciare tutte le aree presenti sul territorio".

E non è un caso se l'associazione è nata a ridosso dell'ufficializzazione delle due maschere, visto che le loro iniziative abbracciano quelle del Carnevale: il primo step, che vorrebbero attivare già a settembre, è la realizzazione di un protocollo d’intesa con le scuole secondarie di secondo grado per l'apertura di una 'bottega scuola'. Un luogo dove far avvicinare i ragazzi al mondo dell'artigianalità, mostrandone le concrete prospettive personali: "Verranno impegnati essenzialmente e non solo nella realizzazione delle 'Pigotte' - le bambole di pezza, ndr - le cui sembianze saranno ovviamente e orgogliosamente quelle delle maschere ufficiali di Conversano" spiega la Damato a BariToday. L'inaugurazione è prevista per il prossimo 14 settembre: l'idea è farsi aiutare dalle varie maestranze locali - come la costumista teatrale Federica Carone, per realizzare anche i costumi per i figuranti della prima edizione del Carnevale medievale di Conversano.

Le prospettive però sono ben più ampie: il coworking ideato dall'associazione ha come obiettivo la creazione di un'accademia di Arte e Costume, per la realizzazione di costumi teatrali. Un'interessante prospettiva lavorativa, che potrebbe anche fermare l'esodo dei giovani dalla città: "Nel centro-sud Italia ce ne sono solo due - spiegano dall'associazione -, una a Lecce e l'altra a Roma. Aprirne una a Conversano potrebbe creare nuove prospettive professionali legandole al territorio".

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