Domenica, 14 Luglio 2024
Cultura

Davide Uria, "Non mi vedi": un'indagine sull'invisibilità umana

Un'opera che sfida la superficialità dell'era moderna: la nuova raccolta di poesie di Davide Uria, "Non mi vedi," è un invito a immergersi nelle profondità delle parole e a ritrovare l'etica nella cultura.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Nell'epoca dell'iperconnessione e della frenesia digitale, la poesia di Davide Uria emerge come un faro di profondità e riflessione. Con la nuova raccolta di poesie intitolata "Non mi vedi," Uria si propone di sfidare la tendenza alla superficialità che sembra aver pervaso la società contemporanea. Questa nuova opera rappresenta una rilettura della sua prima raccolta, "Trame d'Assenza," e offre una prospettiva rinnovata sul suo percorso poetico. Davide Uria, nato a Trani nel 1987, è un artista poliedrico. Nel 2013 ha conseguito la laurea in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Bari, ma è soprattutto la sua vena poetica a catturare l'attenzione. Nel 2017, ha pubblicato con Augh! Edizioni "Trame d'Assenza," la sua prima silloge poetica. Nel 2020, ha creato "Panacea. Al di là dell'abisso," un progetto autopubblicato che ha unito le sue poesie alle illustrazioni di Mariateresa Quercia, guadagnando il riconoscimento di Artribune tra le pubblicazioni più interessanti di maggio 2020. "Non mi vedi" si presenta come un'opera che esplora le profondità delle emozioni e delle riflessioni umane attraverso la lente della poesia. Questa raccolta contiene sia poesie già incluse in "Trame d'Assenza," sia nuove composizioni scritte nel corso degli ultimi anni. L'intento di Uria è chiaro: mettere in risalto ogni singola poesia, ogni frammento e ogni parola, perché la poesia è un tesoro, uno scrigno prezioso da apprezzare in un'epoca in cui tutto sembra consumarsi velocemente, spesso a discapito delle profondità e della complessità. Il poeta riflette sull'importanza dell'etica non solo nella scrittura, ma anche nell'ambito culturale e politico. Uria sottolinea che l'etica è fare qualcosa che corrisponde a una vera urgenza, creare qualcosa che abbia un significato autentico. Questa è una critica diretta alla semplificazione e all'omogeneizzazione della cultura moderna, in cui tutto diventa più facile e superficiale. Uria esprime la preoccupazione per la mancanza di etica anche nell'amore e nelle relazioni umane. L'individualismo e la superficialità sembrano dominare, mentre il pensiero critico e l'approfondimento vengono spesso trascurati. L'autenticità viene sacrificata sull'altare della conformità sociale, portando alla creazione di una società in cui le persone diventano invisibili, simili e intercambiabili. Il titolo stesso della raccolta, "Non mi vedi," riflette questa sfida alla superficialità. È un richiamo a riscoprire l'unicità e la profondità delle persone, delle emozioni e delle parole, a non accontentarsi di superficialità e conformismo. Le poesie di Davide Uria non sono passate inosservate; sono state pubblicate su importanti testate come La Repubblica, Rai Poesia, Il Corriere della Sera, Il Visionario, Yawp, Leggere Poesia, Frequenze Poetiche, Centro Culturale Tina Modotti, Just Kids Magazine, e tradotte in spagnolo sulla rivista peruviana Kametsa. La sua voce poetica continua a sfidare la norma e a ispirare chi cerca la profondità e l'autenticità nella cultura moderna. In un mondo in cui tutto sembra consumarsi velocemente, "Non mi vedi" di Davide Uria ci invita a rallentare, a immergerci nelle parole e a riscoprire l'etica e la complessità nella vita, nell'amore e nella cultura. È un richiamo a vedere oltre le apparenze e a riscoprire il valore delle parole profonde e riflessive.

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