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Un salone del libro a Bari? La parola agli editori cittadini: idee e proposte a confronto

Cresce il dibattito in città sull'ipotesi di una kermesse dell'editoria nel capoluogo pugliese, rilanciata da autorevoli esponenti della cultura e della politica. Gli addetti ai lavori si dividono tra possibilisti e qualche contrarietà

Bari tra le 'capitali' italiane della lettura con una Fiera del libro ad hoc, da tenere ogni anno in città? Da qualche giorno il dibattito è tornato prepotentemente d'attualità dopo la proposta del noto critico e scrittore Alberto Asor Rosa, per dare al Sud una kermesse di rilievo, in una città che pur avrebbe strutture e luoghi per ospitarla comodamente. Ieri, prima dell'inaugurazione delle sale restaurate del Castello Normanno-Svevo, il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ha espresso la sua opinione favorevole, auspicando una crescita di fiere del libro anche nel Mezzogiorno d'Italia. D'altra parte, nella realtà barese sono tanti gli editori attivi con esperienze e percorsi diversi, al servizio di una cultura della lettura ancora troppo poco diffusa rispetto alla media nazionale. Sono variegate le opinioni degli addetti ai lavori verso la possibile iniziativa, tra favorevoli, possibilisti e qualche contrarietà: "Da molti anni - afferma Chiara Lacirignola di Stilo Editore - si parla di iniziative di promozione e sostegno della lettura in città, tra tavole rotonde, confronti e leggi sul tema. Ritengo che eventi come fiere e festival servano a poco se non c'è un lavoro dal basso. Rischiamo di diventare una regione con un numero altissimo di iniziative performative e spettacolari legate ai libri ma con un tasso di lettura basso. Sono necessarie azioni legate a librerie, biblioteche e scuole, un lavoro carsico e sotterraneo attraverso le strutture già presenti sul territorio, altrimenti si tratterà solo di altre iniziative che nascono e rischiano di morire senza una buona base, come accaduto al premio Sinbad a Bari".

Dato: "Meglio un salone più specialistico"

Gino Dato di Progedit ripercorre un po' la storia di un amore mai 'sbocciato' tra Bari e una fiera del settore: "Se ne parla - racconta - da tantissimi anni. Un tempo, in fiera c'era Expo Libri ma nel tempo non è decollato perché i grandi editori non se ne sono mai accorti. Quest'anno, l'ex presidente dell'Aie, Federico Motta, al termine del salone di Milano, aveva ipotizzato la realizzazione di altri eventi simili periferici, citando anche Bari. Si fa presto a dire fiera e si fa tardi a costruirla. Sono felice che il ministro Franceschini manifesti tale volontà ma per fare un salone ci vuole la convergenza di interessi dei grandi editori. Facciamolo ma scegliamo anche un tema, organizziamolo attorno a uno specialismo perché in Italia ci sono già molti eventi forti che richiedono impegni finanziari non da poco. A Bari  - conclude - un salone quello di Milano avrebbe senso soltanto in un calendario di alternanze con altre città. Qui, ad esempio, potremmo occuparci di un evento su libri turistici, riguardanti viaggi e tempo libero".

Magarelli: "Non sia solo una passerella di pochi giorni"

Un evento che coinvolga realmente la città è ciò che propone Roberta Magarelli di Florestano Editore: "Ricordiamo ancora l'esperienza fallimentare - spiega - di Expo Libri alla Fiera del Levante, specie per l'ultima edizione. Se organizzata come si deve, una fiera del libro potrebbe essere una buona opportunità, meglio ancora se diffusa in varie zone di Bari, dando così un risalto importante all'evento. Bisognerebbe poi far sì che tutto non si fermi ai 4-5 giorni di passerella, altrimenti saremmo punto e a capo e l'appuntamento si trasformerebbe in uno spot pubblicitario per editori e autori. Bisogna avere il coraggio di diffondere la cultura e investire. Meglio un progetto dal basso per coinvolgere più gente possibile nella 'impresa' di leggere un libro. La linea di confine è sempre sottile perché si tende a misurare il tutto con presenze e numeri".

Rega: "Per strutture Bari non è inferiore a Torino"

Per Alessio Rega, editore di Les Flâneurs Edizioni un salone del libro a Bari è "ipotesi giusta perché al Sud non ci sono eventi di livello del settore. Con un polo come quello della Fiera del Levante, che non ha nulla di meno del Lingotto di Torino, avremmo le carte in regola. Siamo, è vero, agli ultimi posti per la lettura in Italia, ma inserendo nel contesto, ad esempio, della Campionaria di settembre, l'appuntamento potrebbe funzionare. Una Fiera del libro sul lungomare? Idea da bocciare perché sarebbe un po' riproporre l'appuntamento estivo di Polignano".

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