Il cimitero monumentale di Bari, un 'museo a cielo aperto' che racconta la storia della città

La necropoli cittadina come luogo di arte, storia e cultura, un tesoro ancora poco conosciuto dagli stessi baresi, ora raccontato nel volume 'I giardini della Memoria': il libro sarà presentato domenica 27 novembre, nel corso di una speciale visita guidata

Scoprire e ripercorrere un pezzo importante della storia della città, attraverso le opere custodite nel suo cimitero monumentale. Luogo non solo dedicato alla memoria di chi non c'è più, ma anche 'scrigno' di arte, storia e cultura, un vero e proprio "museo a cielo aperto", ancora poco conosciuto dagli stessi baresi. E ora svelato e raccontato in un libro, 'I giardini della memoria' (QuorumEdizioni), dagli autori Alessandro De Luisi e Liliana Tangorra.

Il libro rappresenta il frutto di un percorso di studio e ricerca cominciato con l'adesione di PugliArte (associazione presieduta da De Luisi) alla rete ASCE (Associazione dei Cimiteri storico-monumentali in Europa). E' così che si sviluppa il lavoro di indagine sulla necropoli barese e sulle sue ricchezze storico-artistiche, e che porta, nel dicembre 2014, alle prime visite guidate con intermezzi teatrali e musicali organizzate da PugliArte nel cimitero monumentale.

'I giardini della memoria' ricostruisce appunto questo percorso di scoperta che si snoda tra i viali alberati della necropoli, Giardini della Memoria-2portando il lettore/visitatore ad incontrare i monumenti funebri che recano i nomi di grandi famiglie e protagonisti della storia barese, spesso opere di grande rilevanza artistica e architettonica, realizzate da autori di fama europea. Tra le sepolture degne di nota, quelle di Tommaso Fiore, Saverio Abbrescia, Armando Perotti e Giuseppe Sagarriga Visconti, e quelle legate alla storia della Prima Guerra Mondiale come il grande monumento per i caduti, voluto da Vittorio Emanuele III. Tra le tombe spicca anche quella del garibaldino Moisè Maldacea, nato a Foggia ma morto a Bari, che partecipò alla spedizione dei Mille. Ma ci sono anche opere che celano episodi e aneddoti legati alla storia dei loro committenti, come il mausoleo dei Resta. La costruzione fu in realtà inizialmente avviata da Emanuele Fizzarotti, che successivamente, trovandosi in difficoltà economiche, la vendette appunto alla famiglia Resta. O ancora, tra i monumenti degni di nota compare, nella cappella della famiglia Manzari, l'opera dedicata a Francesco Manzari: un grande angelo in bronzo che abbraccia un gruppo di bambini poveri, scultura con la quale l'artista volle esaltare il valore morale di Manzari, noto per essere un generoso benefattore. 

Il volume si apre con una corposa introduzione dedicata alla storia del cimitero monumentale, dalla sua inaugurazione nel 1842, fino alla realizzazione del cimitero degli Stranieri e del cimitero Ebraico, realizzato nel 1949 per l'arrivo in Puglia dei profughi sopravvissuti all'Olocausto e che vedevano nella nostra regione un porto verso la propria terra. A completare il libro, una postfazione a cura di Mauro Felicori, direttore della Reggia di Caserta, un contributo inedito di Elena Rampino sull'artista santermano Giovanni Laricchia, ed una guida, completa di mappa e foto, per chi volesse visitare in autonomia il cimitero monumentale.

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'I giardini della Memoria' verrà presentato domenica, 27 novembre, nel corso di una speciale visita guidata. L'appuntamento è alle ore 10.30 piazzale degli Exultet (ingresso monumentale del cimitero) con prenotazione via mail a info@pugliarte.it. Chi acquisterà il volume, al costo di 12 euro, potrà usufruire gratuitamente della visita per due persone.

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