Le vittime di mafia a Bari si raccontano a Don Ciotti: "Ci vuole più impegno dello Stato"

L'incontro tenutosi nel pomeriggio di ieri. Il figlio di Francesco Macrone, assassinato nel 1995: "Oggi parlare di mafia non fa più paura"

Foto fb Libera Puglia

"Ci vuole un maggiore impegno dello Stato" e "una politica più attenta". A dirlo sono i 400 familiari delle vittime innocenti di mafia, confrontatesi ieri pomeriggio a Bari. L'appuntamento, organizzato da Libera Puglia in vista della 23/ma 'Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie il 21 marzo prossimo', ha visto la presenza del presidente dell'associazione, Don Ciotti.

Tra le testimonianze raccolte, anche quella di Paolo Macrone, figlio di Francesco, direttore dell'ufficio del Registro di Foggia assassinato nel portone di casa il 31 marzo del 1995, dopo avere scoperto e denunciato alcune truffe nell'ambito del suo lavoro. All'Ansa ha spiegato che "oggi non si ha più paura di parlare di mafia", ma "lo Stato non ci deve abbandonare e deve investire sempre più risorse economiche e risorse umane nella lotta alla mafia".

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