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Scrittrice barese alla ribalta. Ecco "Corpi di Gloria" di Giuliana Altamura

Intervista all'autrice trentenne all'esordio con l'opera edita da Marsilio. "Oggi vivo tra Milano e Parigi, ma quando torno a Bari vado subito sulla spiaggia di Pane e Pomodoro, un posto speciale"

Il suo libro sta scalando le classifiche di vendita. Ha guadagnato il posizionamento sugli scaffali centrali di diverse librerie, un “lusso” riservato a pochissimi scrittori.

Parliamo della 30enne barese Giuliana Altamura, autrice di “Corpi di Gloria”,  pubblicato da Marsilio. La storia del romanzo è ambientata in un villaggio storico della Puglia, dove la protagonista Gloria attende l’arrivo del fratello Andrea, andato a studiare in America, per trascorrere insieme le vacanze. Da lì prendono corpo una serie di avvenimenti ambientati in un contesto connotato dall’immobilismo e dalla ripetizione di episodi adolescenziali che si mescolano a difficoltà familiari e al desiderio di ritrovare se stessi. Il tutto trattato con uno stile evocativo, quasi onirico, capace di immergere i personaggi all’interno di una realtà che aspira all’infinito.

Positivo il debutto del romanzo. Che effetto ti sta facendo questo successo?

"Non me lo aspettavo, ma sono molto felice perché significa che il pubblico sta accogliendo con favore un’opera per cui ho lavorato molto".

Il romanzo è ambientato in Puglia. Se dovessi descriverlo, come lo faresti?

"E’ una storia sulla necessità di accettare il cambiamento nelle nostre vite. Ovviamente parlo dell’adolescenza, descritta da me come un tempo sospeso, una eterna estate che c’impone di fermarci per affrontare un cambiamento. Prescindendo dagli eventi che accadono nel romanzo, posso dire di aver vissuto in prima persona quel sentimento di distacco, quella sospensione del tempo, ed ho cercato di descriverlo trasponendolo in forma letteraria".  

La Puglia appare descritta come  un territorio senza tempo, sospeso, perso nelle sue ripetizioni. E’ così?

"Preciso che la mia è una metafora letteraria e non un giudizio sulla mia terra di nascita. Mi piaceva sottolineare la potenza della luce sia del sole che del cielo pugliese, specie in estate. Una forza paralizzante e spirituale al tempo stesso, che nel caso del romanzo diventa metafora di uno stato d’animo".

Ma quanto ti manca il Sud?

"Io sono andata via da Bari a 18 anni per una scelta personale legata al mio percorso di vita e studio. Quando posso torno spesso nella mia città perché rappresenta la culla dei miei affetti, a cui non saprei proprio rinunciare".

Vivi tra Milano e Parigi. Dalla Francia che visione si ha del Sud Italia?

"E’ una percezione legata al nostro mare, alle nostre spiagge al nostro cibo. Direi che c’è una visione turistica che andrebbe forse potenziata. Certo è che la Puglia, specie in questi ultimi anni, ha fatto passi in avanti importanti ed è tenuta altamente in considerazione anche a nord del Paese".  

Hai un dottorato in discipline artistiche, sei laureata in lettere e ti occupi di teatro. Ma l’esordio con la scrittura narrativa sembra aprire strade nuove. Programmi?
"Per il momento vorrei proseguire con il lavoro di ricerca che, ovviamente, stimola continuamente anche la mia attività di scrittura. Continuerò a scrivere e se ci sarà un’altra opportunità, chissà che non continui con la narrativa. Ma la ricerca è per me molto importante".   

Che libro stai leggendo? e quale ha un posto speciale nella tua vita?

"Sto leggendo “Americani” di John Jeremiah Sullivan e devo dire che è molto interessante. Un libro centrale nel mio percorso di vita è “La Trilogia della città di K” di Agota Kristof, di cui apprezzo tantissimo la scrittura intensa ed evocativa".

Hai 30 anni. Secondo te l’editoria è un mondo meritocratico?

"Per quanto riguarda la mia esperienza posso dire di sì. Io scrivevo per un blog letterario, poi sono stata contattata dalla Marsilio per svolgere alcune recensioni di libri. Nel frattempo ho iniziato a scrivere proponendo al mio editore alcuni lavori. All’inizio sono stati rifiutati, ma mi hanno sempre invitato a continuare. Poi è arrivato il romanzo “Corpi di Gloria”. La mia è di sicuro una esperienza meritocratica, ma non saprei giudicare in modo generale".

C’è un luogo di Bari che ti porti nel cuore?

"Quando torno non manco mai di andare sulla spiaggia di “Pane e Pomodoro”, un posto bellissimo a cui mi legano diversi ricordi. E’ li che ho iniziato a scrivere, portandomi dietro quaderni e diari. E’  da lì che osservavo il mare, i tramonti del sole e la mia città. Un posto speciale, quasi unico".
 

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