Cultura

Michele Diomede vince la XXIII edizione del premio letterario internazionale città di Arona

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Con "La nebbia degli orizzonti lontani", edito dalla casa editrice della Svizzera italiana "Flamingo" lo scrittore barese Michele Diomede vince l'edizione 2021 del prestigioso premio letterario internazionale "città di Arona" organizzato ogni anno dal circolo culturale Gian Vincenzo Omodei Zorini in ricordo del grande medico-scrittore-giornalista-critico d'arte. Un evento di tutto rispetto nel panorama letterario italiano, considerato che lo scorso anno, presso il teatro san Carlo di Arona dove si tiene la premiazione, è stati premiato lo scrittore giornalista Corrado Augias. In questa edizione Diomede ha prevalso sugli altri cinque finalisti con l'autobiografia di Leonardo da Vinci; un’autobiografia romanzata ma assolutamente verosimile poiché basata su una imponente mole di ricerche. Diomede si è interrogato sulla reale identità del genio toscano, sfatando l’immagine ricorrente e consumistica, assimilabile per molti versi alle icone pop art di Andy Warhol, alle forme stereotipate di Monna Lisa, a quelle altrettanto sfruttate dell’uomo vitruviano. Anche gli appellativi sono una sorta di coazione a ripetere: creativo per antonomasia, artista ineguagliabile, scienziato precorritore dei secoli, sintesi del Rinascimento, ecc. A dispetto di quanti ne fanno un inventore compulsivo, stregonesco, continuamente impegnato a tramandarci enigmi misteriosi, complicatissimi doppi sensi, segreti codici ineffabili e altro materiale esoterico oggi variamente sfruttato dall’industria letteraria e cinematografica, il figlio illegittimo e autodidatta del notaio Piero da Vinci incarna anzitutto il prototipo di scienziato portato a indagare la natura, adoperando il sapere pratico di chi confida nella ragione e nell’esperienza. Diomede ha avuto dunque cura di restituire tutta la sua umanità a un artista e studioso dotato di curiosità e immaginazione senza pari, ma al quale spesso si affibbia non senza superficialità e retorica la qualifica di “genio”, quasi assimilandolo a un supereroe dotato di poteri interdetti all’uomo comune. Leonardo, insofferente alla grammatica e alquanto mediocre nel far di conto, ne riderebbe per primo. Fuori dall’ordinario, è semmai la propensione al fantastico, la capacità di far previsioni e anticipare i tempi che ancora oggi, in epoca di memorie virtuali e di supercomputer da milioni di miliardi di calcoli al secondo, ci lascia ammirati, sbalorditi, commossi. Grande soddisfazione per questo risultato è stata espressa dall’editore della Flamingo, lo psichiatra Orlando del Don, che da sempre abbina la passione scientifica all’amore per la letteratura, riuscendo infine a far emergere questa piccola casa editrice come una delle realtà culturali più vivaci e interessanti del Canton Ticino.

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