Cultura

Fantasia, divertimento e... magia "Ecco come nascono i nostri racconti"

Come nascono le storie, i personaggi, gli intrecci che catturano la fantasia dei bambini avvicinandoli all'incontro con la lettura. Intervista a Maria Pia Latorre e Paola Santini, autrici del libro "Pasticcio di fata"

Paola Santini e Maria Pia Latorre

Un'amicizia di lunga data, una comune esperienza professionale nel mondo della scuola, e una passione condivisa scoperta quasi per caso: quella per la scrittura. E' iniziata così "l'avventura" di Maria Pia Latorre e Paola Santini, insegnanti e autrici di racconti per bambini (tra i titoli pubblicati, Raccontinascensore, Strade Strambe, Tutti con Ago). Bari Today le ha intervistate in occasione della pubblicazione del loro ultimo libro, "Pasticcio di fata", edito da FasidiLuna, per parlare della loro esperienza e di come nasce quella "magia" che affascina i piccoli lettori e li avvicina alla pagina scritta.

- Pasticcio di fata non è il vostro primo lavoro a quattro mani. Come è nata l'idea di scrivere insieme? E come è nata la scelta di scrivere proprio racconti per bambini?

Ci siamo conosciute come mamme di bambine compagne di scuola. Un giorno d’estate, sul balcone di casa abbiamo acceso i rispettivi pc e sono letteralmente saltati fuori i racconti che ognuna di noi aveva già scritto in solitudine. Ci siamo così emozionate che ne è venuta fuori una cifra comune, il sogno di poter far rivivere quelle storie offrendole a nuovi lettori, il brivido di un progetto realizzabile. Siamo entrambe insegnanti, perciò –senza neanche dircelo- abbiamo calibrato il nostro divertimento creativo in funzione di un’utenza scolastica, nella speranza di offrire ai bambini nuovi spunti per fantasticare e nuovi appuntamenti con la pagina scritta. Insomma la scuola è la nostra vita: come mamme, come docenti e, da poco, come autrici!

- Voi fate anche parte di un'associazione, "L'Aquilone", che ha come finalità quella di promuovere la lettura e letteratura per ragazzi. Quali sono le vostre iniziative come associazione e qual è, secondo voi, il modo migliore per avvicinare i più piccoli alla lettura?

L’associazione “L’Aquilone” è una creatura del prof. Daniele Giancane, docente di Letteratura per l’infanzia presso l’Università degli Studi di Bari. I soci promuovono la lettura attraverso varie iniziative, in primis il concorso “Volare in versi” rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado , la pubblicazione di un periodico divulgativo, la scrittura di opere per bambini e per docenti, l’incontro con le scolaresche.

Siamo convinte, alla Pennac, che il verbo leggere, come il verbo amare, non possa sopportare l’imperativo. Tuttavia, in questi decenni di invadenti distrazioni multimediali, è diventato secondo noi sempre più urgente abbinare la lettura ad esperienze ludiche di supporto. I nostri libri contengono sempre appendici e rubriche con giochi ispirati alla storia narrata. In più negli incontri con i nostri lettori, ci divertiamo a proporre loro esperienze alternative alla lettura, che fanno eco al libro in oggetto, sfruttando possibilmente linguaggi diversi: musicale, teatrale, enigmistico. I bambini s’incuriosiscono, si divertono e si affezionano a storie, personaggi e meccanismi narrativi che li portano a fantasticare partendo dal proprio vissuto.

- Veniamo a Pasticcio di Fata. Nel racconto i "pasticci" culinari della fata Cucinì diventano metafora di un "impasto" multietnico che rende la vita "più profumata". Insomma un modo per raccontare in versi quella che è sempre più una realtà, a cominciare proprio dalle scuole...

Come dicevamo prima, i nostri libri partono dal vicino e intendono arrivare lontano. Cerchiamo di far riflettere attraverso il sorriso. In questo caso i pasticci di Cucinì la dovrebbero rendere simpaticamente familiare. Quale bambino non si è sentito dire almeno una volta: “sei proprio un pasticcione”? Bene, questa storia rivaluta i pasticcioni e li presenta come spiriti creativi. La varietà e l’imprevedibilità si sostituiscono alla monotonia, moltiplicandosi dai cibi alle persone e alle loro culture. E’ difficile andare d’accordo, ma nella mescolanza di popoli e ricette l’accordo viene fuori. Il messaggio di questo nostro ultimo libro ci riporta al nostro primo e premiato “Raccontinascensore” che svelava, alla fine di sette storie distribuite in sette piani di un palazzo, che “insieme si sta bene”. Insistere su tematiche di rispetto e pacifica convivenza non è mai abbastanza.

- Quali sono i vostri progetti dopo la pubblicazione di Pasticcio di Fata (presentazioni del libro e/o nuovi progetti editoriali)?

Speriamo di far “ingolosire” sempre più i nostri lettori. Abbiamo preparato un repertorio di attività ludico-musicali per far affezionare i bambini ai personaggi di Pasticcio. Incontreremo i futuri lettori nelle scuole e nelle librerie e, attendendo l’uscita di altri due prossimi titoli affidati all’editore Ardea, porteremo avanti una nuova storia… probabilmente ambientata in Puglia.

- Per concludere una domanda sull'"essenza" del vostro lavoro di scrittrici. La cosa che vi rende più felici in assoluto nello scrivere un nuovo racconto è...

Non ci sentiamo ancora “scrittrici” e tanto meno consideriamo lo scrivere un “lavoro”. Siamo due amiche con la comune passione di farci trasportare dalla nostra fantasia un po’ folle un po’ infantile. Ci piace rincorrere i nostri personaggi , metterli nei guai per poi tirarli fuori. Ci sorprende scoprirci entrambe in sintonia linguistica ed emotiva e ci illudiamo ogni volta che i nostri racconti non siano solo pasticci… ma irresistibili pasticcini!!

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