Cultura Murat / Piazza San Ferdinando

Petruzzelli, gli orchestrali in sciopero portano la protesta in strada

Annullata la prima del 'Don Giovanni' in programma ieri sera. In piazza San Ferdinando lo spettacolo-protesta dei musicisti ex dipendenti della Fondazione per contestare le modalità di assunzione decise da Fuortes

Salta la prima del Don Giovanni al Petruzzelli e lo spettacolo si sposta in strada. Sfumata ogni ipotesi di accordo "dell'ultimo minuto" con il commissario Fuortes sulla questione assunzioni e stabilizzazioni, lo sciopero dei musicisti, annunciato qualche giorno fa dalla Cgil, alla fine c'è stato.

Come già una volta a marzo, quando fu annunciato il commissariamento del teatro, i maestri del Petruzzelli ieri sera sono tornati a protestare in strada, e lo hanno fatto, ancora una volta, usando "l'arma" più efficace a loro disposizione: la musica. Così per un'ora piazza San Ferdinando si è trasformata in un piccolo teatro all'aperto, pronta ad accogliere orchestra e coro e un folto pubblico di cittadini attirati e incuriositi dallo spettacolo inconsueto. Impossibile, per chi si ferma ad ascoltare, non restare rapito. Tant'è che anche in uno dei luoghi più movimentati e frequentati della città cala il silenzio, mentre nell'aria risuonano i brani più celebri de "Le nozze di Figaro", "L'italiana in Algeri", "La Traviata", per concludere con il "Va, pensiero" del Nabucco.

Ad esibirsi sono loro, i "fortunati" reclutati per il Don Giovanni con "la riffa" (così l'ha polemicamente ribattezzata la Cgil), il sorteggio voluto da Fuortes in attesa dell'espletamento dei concorsi pubblici indetti qualche mese fa. Una scelta, quella del commissario, che ha scatenato la protesta degli ex dipendenti della Fondazione, indignati per una gestione "improvvisata" delle assunzioni, che non ha tenuto conto di criteri come professionalità ed esperienza. Chiara la posizione della Cgil, ribadita anche ieri sera dal segretario generale Cgil Giuseppe Gesmundo: indicendo i nuovi bandi per l'assunzione delle maestranze, la Fondazione non riconosce il diritto di precedenza per gli artisti che hanno collaborato con il Petruzzelli fino al momento del commissariamento, negando così un diritto previsto dal contratto nazionale di lavoro. Un'accusa alla quale nei giorni scorsi Fuortes aveva replicato, rispondendo che fino a quel momento le "le convocazioni dei musicisti venivano effettuate in precedenza senza un criterio oggettivo, sulla base delle scelte arbitrarie". Ma le spiegazioni del commissario non hanno convinto i lavoratori, per i quali, come ha sintetizzato ieri dal rappresentante sindacale SLC CGIL Maurizio Lefemine, il teatro è in questo momento "un castello medievale assediato dai nemici", oggetto di "giochi di potere" ai quali i musicisti non intendono prestarsi.

Intanto, mentre in via Sparano si svolge il concerto-protesta, in corso Cavour le porte del Petruzzelli restano chiuse. Fuori un piccolo cartello annuncia che a causa dello sciopero proclamato dalla Cgil "si potrebbero verificare dei disservizi", mentre in una nota diffusa ieri sera la Fondazione ha annunciato che chi aveva acquistato i biglietti per la prima potrà convertirli per una delle prossime repliche. Non tutti, però, erano informati dell'annullamento dello spettacolo. "Qualcuno si è presentato ugualmente - spiega un poliziotto in servizio davanti al teatro - Soprattutto gente che veniva da fuori, e che non aveva saputo dello sciopero". Un signore sulla sessantina si ferma a leggere perplesso il cartello. Gli chiedo se non sapesse della protesta. "Sì, ma non ne eravamo sicuri, e nel dubbio siamo passati lo stesso". Gli spiego del concerto in piazza San Ferdinando. Allarga le braccia: "E va bene, allora vuol dire che lo spettacolo andremo a vederlo là".
 

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