Restauro completato, a Bari vecchia riapre la chiesa di San Francesco della Scarpa

La struttura, annessa all'omonimo ex convento, attualmente sede del Polo museale della Puglia, sarà aperta al pubblico martedì 12 dicembre, a margine di un incontro sul progetto ‘Si.M.P.Ac.T. Sistema Museale della Puglia – Accessibilità e Tecnologie’

Dopo i recenti lavori di restauro, la chiesa di San Francesco della Scarpa, a Bari vecchia, aprirà per la prima volta al pubblico martedì, 12 dicembre. L'evento si terrà al termine di un incontro in programma, a partire dalle ore 16, nell'ex convento di San Francesco della Scarpa, attuale sede del Polo museale della Puglia: saranno presentati i risultati del progetto ‘Si.M.P.Ac.T. Sistema Museale della Puglia – Accessibilità e Tecnologie’, realizzato dal Polo Museale della Puglia e finanziato dal MiBACT (primo in Italia tra i sette approvati) nell’ambito del programma MuSST (Musei e Sviluppo dei Sistemi Territoriali).

Il progetto 'Si.M.P.Ac.T.'

Il progetto punta alla realizzazione della rete tra i 13 beni culturali statali gestiti dal Polo Museale e i beni più rilevanti del patrimonio culturale e ambientale del territorio regionale, e al miglioramento dell’accessibilità e dell’attrattività  degli stessi anche con l’utilizzo delle nuove tecnologie. Dopo le presentazioni e il dibattito, i 32 partner, proprietari/ gestori di beni culturali e ambientali che per primi hanno aderito alla costituzione della rete, sottoscriveranno un protocollo d’intesa con il Polo Museale della Puglia. L’iniziativa si concluderà quindi nella Chiesa di San Francesco della Scarpa, dove sarà proiettato  un video realizzato per promuovere i beni del  Polo Museale.

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La storia del complesso di San Francesco della Scarpa

"L’ex complesso conventuale sorge ai limiti della città vecchia di Bari e in origine era lambito, sul lato Nord-Ovest, direttamente dal mare. Nel 1220 la famiglia Dottula concesse ai Frati Minori la cappella di santa Caterina, comprendente una vasta area sulla quale si svilupperà, nel tempo, la struttura conventuale. La chiesa, dedicata a san Francesco, fu concepita come ampliamento della cappella di santa Caterina; i lavori, intervallati da prolungati periodi di stasi, si conclusero tra il 1306 ed il 1321. La struttura icnografica della chiesa, a nave unica, originariamente con coperture a capriate lignee comprende il coro, coperto da una volta in pietra squadrata a crociera nervata, archiacuta, terminante in quattro colonnine angolari sormontate da capitelli, diversi fra loro per disegno e dettagli decorativi e fitomorfi.
All’aula erano collegati due ambienti, posti sul lato sinistro dell’abside, entrambi voltati con crociera rialzata, segnata da costoloni poggianti su quattro peducci terminali posti in corrispondenza delle imposte. La cappella, già dedicata a santa Caterina, era compresa nel nuovo edificio sacro sul fianco destro dell’abside. Il suo impianto murario venne, probabilmente, utilizzato per sopraelevare una torre campanaria della quale sono evidenti solo alcune tracce. Con l’avvento della stirpe dinastica angioino-durazzesca (1380-1442) ripresero i lavori che consentirono la costruzione dell’ala attigua alla sacrestia, con sviluppo da Sud Est a Nord Ovest. La fabbrica comprendeva un oratorio ed il refettorio con annessa cucina. Nello stesso periodo venne completata la costruzione di alcune celle del dormitorio dei frati, comprese nell’ala a Nord Ovest, contigua alla precedente, con affaccio verso il mare. Nel 1436 giunsero a Bari i frati dell’Ordine dei Minori Osservanti, verosimilmente da questo momento che si iniziò a distinguere fra Minori Osservanti (che calzavano gli zoccoli) e Minori Conventuali. La costruzione del chiostro, a pianta quadrilatera, ebbe inizio nel 1511. Il restauro successivo alle scosse telluriche del 1631 venne ufficialmente celebrato nel 1672. In quella circostanza la chiesa, ricostruita, venne riconsacrata. Nel 1715 venne restaurata anche la cappella di santa Caterina, adattata per la sopraelevazione della torre campanaria. Con l’inizio dell’uso militare del complesso, per parte francese prima (1798-1815) e poi borbonica (1815-1860), iniziò la decadenza dell’intero complesso. Con l’Unità d’Italia, dopo l’affidamento ad alcune confraternite, proseguì l’uso militare dell’immobile, fino al 1943 anno in cui venne requisito dal comando militare alleato per accogliere le truppe inglesi. Danneggiato gravemente dall’esplosione di una nave da carico alleata, il 9 aprile del 1945, l’edificio, in seguito, venne destinato a diventare centro di raccolta di profughi. Attualmente è sede degli uffici centrali del Polo Museale della Puglia". (fonte: www.beniculturali.it)

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