Cultura

Risultati parziali della 10ª edizione del censimento nazionale Fai 'I luoghi del cuore'

Questi i luoghi in PUGLIA che a oggi hanno raggiunto almeno 1.000 voti: Ponte dell’acquedotto a Gravina in Puglia (BA)Circumarpiccolo a TarantoChiesa di San Giacomo di Supersano (LE)Giardini dell’Ospedale Militare a TarantoMo.S.A. Mostra Storica Arsenale a TarantoTorre Colimena di Manduria (TA)Fontana del Vino a Carosino (TA)Chiesa della SS. Annunziata a Rutigliano (BA)Torre di Castiglione a Conversano (BA)

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

IL FAI E INTESA SANPAOLO PER IL FUTURO DELLA BELLEZZA ITALIANA Si può votare fino al 15 dicembre 2020 A oggi il luogo in Puglia al primo posto della classifica provvisoria, nonché al secondo posto della classifica nazionale, è il Ponte dell’Acquedotto di Gravina in Puglia (BA), importante struttura ad archi, alta 37 metri, lunga 90 e larga 5,5, che collega le sponde del torrente Gravina. È stato costruito per permettere l'attraversamento del Crapo (l'antico nome del torrente Gravina) e consentire ai fedeli di raggiungere la Chiesetta della Madonna della Stella. Poco si sa circa la data della sua costruzione, ma le fonti ne attestano l’esistenza almeno dal 1686. Reso probabilmente instabile dal sisma del 1686, il ponte crollò col terremoto del 1722. È stata la famiglia Orsini di Roma, che si era trasferita nel feudo di Gravina, a ordinare, intorno a metà Settecento, la ricostruzione e la trasformazione del ponte in acquedotto, per portare oltre le mura della città le acque di due sorgenti. La struttura portante che lo collegava alle due fontane ancora oggi esistenti ai due lati del ponte era costituita da 25 archi. Resi pericolanti da un'alluvione nel 1855, sono stati sostituiti da una spalliera in tufo. La struttura, ancora oggi percorribile, è discretamente conservata; avrebbe bisogno di migliore illuminazione e di recupero del basolato per migliorarne la fruibilità. Il comitato “Ponte dell’Acquedotto nel Cuore”, nato per volontà del Club Lions di Gravina in Puglia e di associazioni locali, attraverso la raccolta voti al censimento si pone l'obiettivo di vedere valorizzato il manufatto. Molto votata anche in questa edizione del censimento FAI la Circumarpiccolo a Taranto, una strada silenziosa e immersa nella natura, che circonda i due golfi del Mar Piccolo di Taranto, una laguna costiera che si estende per poco più di 20 km quadrati, a nord della città. Percorrendo la strada, che come dice il suo nome circonda ad anello questo bacino, si abbraccia un panorama ricco di fascino, con gli aironi e i fenicotteri che popolano la Palude La Vela, un'area naturale protetta in riva al mare. L’ambiente dell’oasi è palustre con canneti, macchia mediterranea e acquitrini costellati di orchidee spontanee. Da sempre il Mar Piccolo ha ospitato gli allevamenti delle "Cozze Nere" di Taranto, un’eccellenza gastronomica, il cui gusto inimitabile è reso tale dalle sorgenti d’acqua dolce (i Citri) e dall'apporto di due brevi corsi d’acqua, il Cervaro e il Galeso. Salvaguardare la Circumarpiccolo dalle fonti di inquinamento e dal degrado, arginare l'antico corso d'acqua Galeso e qualificare la zona quale Parco Naturalistico è ciò che ha spinto i cittadini, guidati dal comitato “2020 – A difesa del Mar Piccolo”, a votarla in questa e nelle precedenti edizioni de “I Luoghi del Cuore”. Tanti sostenitori stanno nuovamente votando, come già nell’edizione 2018, per la Chiesa di San Giacomo a Supersano (LE), in prossimità dell’antica strada che congiungeva Cutrofiano a Supersano e unica superstite della coppia di edifici religiosi che un tempo qui si ergevano. La chiesa faceva parte nel 1218 dei possedimenti dell’importante Monastero di San Nicola di Casole e la sua struttura venne fortemente modificata nel corso del Cinquecento. L’ingresso, in principio rivolto a ovest, fu occultato da un altare a baldacchino e spostato sulla parete opposta. Poche tracce di affreschi sulle pareti testimoniano la presenza di un antico e vasto ciclo pittorico, di cui sono ancora leggibili solo alcuni segni. La volta è crollata quasi nella sua interezza e sul piano di calpestio si possono ancora trovare alcuni frammenti delle tegole che costituivano il tetto doppio spiovente. Un gruppo di amici e appassionati di archeologia, “Gli Amici per San Giacomo”, si sono posti come primo obiettivo la salvaguardia del luogo, cercando di ottenere l’apposizione del vincolo architettonico e per questo hanno deciso di impegnarsi per far votare la chiesa al censimento de “I Luoghi del Cuore”. Seguono i Giardini dell’Ospedale militare di Taranto, per la cui raccolta voti si è attivato il comitato “Il Giardino incantato” con l’intento di recuperarne, tutelarne e valorizzarne il patrimonio botanico e archeologico e renderli fruibili al pubblico attraverso un percorso di visita. Situati nel centro città, i giardini sono strutturati su un pendio organizzato a gradoni e terrazzi, che guarda sul Mar Piccolo, ricalcando la cavea di un edificio teatrale. Al suo interno un ruscello caratterizzato dalla presenza di sorgenti di acqua dolce mantiene rigogliosa la flora. Inoltre, grazie agli effetti dell’inversione termica, si trovano a una quota per loro insolita specie di collina e tipiche del sottobosco: ciclamini, funghi, capelvenere che convivono in armonia con il papiro, l’acanto molle spontaneo e pini secolari. “SI RURUSUS/ HEIC/PECCASSET ADAM/FORSITAN DEUS/ IGNOSCERET” (Se qui Adamo peccasse di nuovo forse Iddio lo perdonerebbe) è l’iscrizione che campeggia sul cancello d'ingresso. Il giardino, oggi non accessibile al pubblico, necessita di una radicale pulizia e di adeguata manutenzione dopo i danni provocati dai nubifragi abbattutisi sul territorio nel 2019. Il luogo è inserito nella classifica speciale dei “Luoghi storici della salute”. Sempre a Taranto, tanti voti per il Mo.S.A. Mostra Storica Arsenale, inaugurata nel 1979 come Mostra Storica Artigiana, per tramandare le capacità professionali degli "Arsenalotti". Oggi racconta la storia recente di Taranto e della Marina Militare, dall'insediamento dell'Arsenale nel 1889 ai giorni nostri, conservando al suo interno cimeli e testimonianze del Novecento, tra cui il timone della nave Cristoforo Colombo e il suo specchio di poppa in legno intagliato, oltre a una ricostruzione a misure reali del Siluro a Lenta Corsa, usato dalla Xª Flottiglia MAS della Regia Marina Italiana durante la Seconda Guerra Mondiale per azioni di sabotaggio contro navi nemiche. Il Museo è aperto al pubblico, ma avrebbe bisogno di essere rinnovato nel suo allestimento e per questo il comitato “Amici del MO.S.A.” lo sta facendo votare come “Luogo del Cuore”. Altro luogo molto segnalato è la Torre Colimena di Manduria (TA), anticamente utilizzata dai monaci per la produzione del sale. La Riserva Regionale Orientata Salina e Dune di Torre Colimena è un sito costiero caratterizzato da una salina in disuso (la Salina Vecchia), con una variazione periodica del livello idrico, forti oscillazioni della salinità, un prosciugamento quasi completo in estate, fatta eccezione per la parte centrale, e conseguente formazione di croste salate. Il comitato “Pro Torre Colimena e Specchiarica” che da anni vigila su questa area, è attivo nella raccolta voti al censimento 2020 allo scopo di recuperare l’edificio danneggiato da una mareggiata. Sempre in provincia di Taranto, grande attenzione per l’ornamentale Fontana del Vino a Carosino, antistante il Palazzo Ducale D’Ayala Valva, al centro della piazza intitolata a Vittorio Emanuele III. Inaugurata nel 1894 e restaurata nel 1965, consta di quattro rubinetti e un getto d’acqua ed è posta al centro di una vasca di raccoglimento delle acque. Era stata in origine pensata per l’approvvigionamento idrico della comunità, perché l’acqua che vi sgorgava proveniva dalla sorgente “Pozzo Buono”. La fontana, di grande importanza per i carosinesi, dalla prima metà degli anni Sessanta durante la tradizionale “Sagra del Vino” consente di far sgorgare il vino Primitivo dai suoi rubinetti, sostituendo momentaneamente la normale fuoriuscita di acqua e divenendo così una delle maggiori attrazioni turistiche del paese. E ancora, molti i voti raccolti per la Chiesa della SS. Annunziata di Rutigliano (BA), costruita probabilmente tra il XIII e il XIV secolo e riedificata tra la fine del XVI secolo e la prima metà del XVIII. Il complesso è composto da due corpi di fabbrica: la chiesa, con un impianto rettangolare a navata unica diviso in tre campate, e un secondo corpo aggiunto successivamente al 1727, utilizzato come stalla e fienile oltre che come sagrestia. L'interno della chiesa in passato conteneva altari in pietra oggi trafugati, destino toccato anche allo stemma che arricchiva il portale. Ai furti susseguitisi nel tempo si sono progressivamente sommati consistenti fenomeni di degrado. Il luogo ha potuto usufruire di Fondi europei e regionali e di contributi del GAL Sud Est Barese e della CEI, che hanno permesso diversi interventi di recupero, i quali hanno reso la chiesa nuovamente agibile e fruibile dal pubblico in alcuni giorni fissi e su richiesta. Il comitato “Pro Annunziata” si è nuovamente attivato al censimento con la speranza di poter presto trovare nuovi fondi per recuperare gli altari. Ha superato i 1.000 voti anche la Torre di Castiglione a Conversano (BA) che, con i suoi 13 metri di altezza, spicca su una collina alta circa 260 metri, lungo il circuito murario di un villaggio fortificato medievale, a sua volta sviluppatosi sul luogo di un villaggio peuceta. Il borgo rurale, circondato da mura che alla base presentano resti di massi megalitici, è stato per lungo tempo uno degli elementi di valorizzazione agro-pastorale del territorio: se ne trova un primo cenno in un documento notarile del X secolo, ma è soprattutto in età normanna, sveva e angioina che i riferimenti delle fonti scritte si fanno più numerosi. Tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo, quando ormai l’abitato era quasi del tutto abbandonato, fu costruita una monumentale torre di vedetta in pietra calcarea, coronata da beccatelli, con lati di 7 e 8 metri. Immersa nella natura, è oggi incustodita. Con l’obiettivo di valorizzare tutta l’area e fermare il degrado della torre si è attivato il comitato “Castiglione nel Cuore”, composto da associazioni locali e studiosi delle Università di Bari e di Foggia. Per informazioni: www.iluoghidelcuore.it FAI Puglia | Direzione regionale https://www.facebook.com/faipuglia/

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