Venerdì, 30 Luglio 2021
Cultura

Sala gremita e applausi al Cineporto per la presentazione de "L'Animattore"

Il cortometraggio, per la regia Christian Montanaro e Vincenzo Frascà, affronta in maniera ironica ma profonda il tema della terza età, attraverso i comportamenti apparentemente bizzarri del suo protagonista, Enrico Marini, per lanciare un messaggio: la felicità non ha età

Davanti ad una sala gremita del cineporto di Bari si è svolta venerdì scorso la presentazione ufficiale del cortometraggio "L'animattore", per la regia di Christian Montanaro e Vincenzo V.M. Frascà, e prodotto in collaborazione con il Rotaract Club Bari Agorà e la Wake Up Productions.

Presente anche il cast tecnico, a cominciare dai due principali interpreti, Alberto Rubini e Ketty Volpe, che ha testimoniato il piacere di aver vissuto questa esperienza, documentato dal gradimento del pubblico.

"A questa presentazione ne seguiranno altre - spiegano Montanaro e Frascà - attualmente ancora in fase di programmazione. Siamo lieti che ci sia stato quest'entusiastico gradimento da parte del pubblico, che da un lato ci ripaga degli sforzi effettuati, e dall'altro ci dà la carica giusta per affrontare al meglio questa sfida nei prossimi step che ci riguarderanno".

L'opera, infatti, adesso è attesa al giudizio dei festival del settore. "E' lo scotto piu' duro - continuano i due registi -. A causa della durata del lavoro (27' circa), purtroppo, saremo costretti a precluderci qualche partecipazione, ma è un rischio che abbiamo voluto correre, pur di non penalizzare una trama che aveva necessariamente bisogno di quel minutaggio per spiegare l'evoluzione del personaggio di Enrico Marini. Pur tuttavia, abbiamo già una idea di quali circuiti utilizzare per la promozione e divulgazione dell'opera e, ribadiamo quanto asserito nei giorni scorsi, intendiamo, se possibile, aprirci anche all'estero".

La felicità non ha età: il lavoro, a giudizio di molti, è stato un giusto mix tra commozione e divertimento, dal ritmo incessante, seppur nella sua profondità, che ha fatto riflettere sulla problematica del mondo della terza età, grazie anche alla convincente interpretazione di Alberto Rubini.

"Senza avere la pretesa di insegnare nulla a nessuno - concludono Montanaro e Frascà - , non disdegneremmo realizzare, ove possibile, anche qualche conferenza ad hoc sul tema, considerando che, a nostro avviso, il linguaggio cinematografico possiede in sè un messaggio etico, che non solo puo', ma probabilmente deve essere condiviso con la comunità".

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