Mercoledì, 4 Agosto 2021
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Dado Magnetico, il jazzista pugliese che diventò rocker esce con Metaphysical Entertainment

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

E' uscito il 30 Maggio per Phony Art Records il nuovo disco di Dado Magnetico, al tempo Davide Penta: musicista pugliese di successo che dopo un ventennio sulla scena jazz ha abbracciato una "fede" musicale diversa.
Metaphysical Entertainment è infatti un innovativo e delirante parto dell'alternative-rock: quattordici canzoni con intermezzi di ricerca nelle quali il suono riveste un ruolo centrale.​

Il progetto Dado Magnetico nasce nel 2012 a Varanasi, in India, e dopo alcuni mesi approda e si sviluppa in Italia grazie al supporto dell'attuale team di produzione, formato da due menti in cerca di libertà e ri-elaborazione espressiva, lo stesso Dado Magnetico e Tommy Cavalieri, storico personaggio della discografia italiana che ha dato vita alla nuova etichetta discografica Phony Art Records.

Dado Magnetico scrive musica ipnotica e contagiosa, che si muove tra le larghe maglie dell'alternative-rock, con un occhio a talune sonorità sixties incastonate in canzoni dai sapori fortemente onirici, nelle quali saturazioni, ritmiche ossessive e slanci psichedelici creano evocazioni nuove.

Il titolo del disco ha un focus sul tema dell'intrattenimento, del quale si calca un aspetto per certi versi seduttivo ed onirico, metafisico al punto che la galleria di personaggi e brevi storie presente nel disco assumono valenze metafisiche perché intraprendono percorsi o vicende che portano o tentano di portare i personaggi all'assoluto.

A ciò Magnetico risponde con suoni lunghi o repentinamente lancinanti, slanci riflessivi e beats martellanti che si fondono in un continuum spazio-temporale d'indubbio interesse, con sempre nuove chiavi di lettura e tonalità chiaroscurali.

Nelle Magnetico-songs si incrociano reminiscenze post-punk ed intrighi woodstockiani, riflessioni su Maya-la-grande-illusione, e paesaggi extraterrestri di derivazione sci-fi, con un modus operandi che potrebbe a tratti ricordare la letteratura jodorowskiana, le forzature cinematografiche off e stralci di musiche altre. Le sonorità, minuziosamente cesellate al mixer di Tommy Cavalieri evidenziano melodie raggelate dal piglio a tratti psicotico che dipingono lo scenario delle repressioni umane e scrutano verità nascoste nell'oscurità, in un complesso incastro di umori camaleontici.

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