Il regista tedesco Jan Soldat ospite al Big Festival

Sabato 29 settembre, all'AncheCinema di Bari (Corso Italia 112), il programma del Bari International Gender Film Festival(infotel: 349.226.54.99 - 347.507.15.01), promosso e organizzato dalla Cooperativa AL.I.C.E, prosegue con un altro grande ospite internazionale. Sarà il regista Jan Soldat, uno dei nomi emergenti del cinema tedesco, a raccontarsi al pubblico, presentato dal critico cinematografico e scrittore Luigi Abiusi, in collaborazione con il Goethe Institute di Napoli. Dalle 20,30 circa in poi, saranno proiettate due opere tra le più interessanti del suo cinema, il lungometraggio «Prison System» (2015) e il corto «Happy Happy Baby» (2017). Guest artist del giorno l'autore e attore Francesco De Nicolo.

Jan Soldat, 33 anni, appartiene a quel movimento contemporaneo di registi tedeschi senza scrupoli di cui si parla tanto, geniacci e irriverenti come Christoph Schlingensief, Romuald Karmakar, o Oskar Roehler. Talenti scomodi e sgarbati, lontani anni luce dai gusti caramellosi del grande pubblico e poco presenti in sala, eccezion fatta per i festival. Nato nell’ex Klar-Marx-Stadt, dal 2010 Soldat presenta puntualmente i suoi lavori alla Berlinale, e nel 2013 ha fatto parlare molto di sé anche alla Festa di Roma col mediometraggio «Der Unfertige».

La giornata di sabato 29 prenderà il via alle 10,30 all'AncheCinema con la proiezione di «Heartstone» di Guðmundur Arnar Guðmundsson (Queer Lion Festival Internazionale del Cinema di Venezia 2016), mentre il programma pomeridiano proseguirà alle 16, con un mediometraggio di Mette Carla Albrechtsen, «XY Anatomy of a boy» (2009). Toccherà poi al film tunisino Upon the shadow (2017) di Nada Mezni Hafaiedh, al corto spagnolo «Forget me not» di Ferran Navarro-Beltrán e all'israeliano «Barash» (2016) di Michal Vinik. Alle 20,20 in scena la performance «Today is perfect» di Ezio Schiavulli.

Ultime due proiezioni dalle 22,15 in poi, con il film svedese «Mom’s on fire» (2016) di Joanna Rytel (Teddy Award Best Shortfilm Berlinale 2016), il corto «Le cose che restano» di Giulietta Vacis e il brasiliano «Tinta Bruta» (2018) di Felipe Matzembacher e Marcio Reolon. Al termine, spazio al Big Film Festival Party, con il dj set di Mad Alba.

Il Bari International Gender Film Festival è promosso e organizzato dalla Cooperativa AL.I.C.E (Area Arti Espressive), realizzato con il sostegno di Regione Puglia e MiBact-SIAE (nell’ambito dell’iniziativa «S’Illumina - Copia privata per i giovani, per la cultura») e del Comune di Bari

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