'Khumba. Cercasi strisce diperatamente', a Terlizzi il cinema con merenda

Secondo appuntamento per CINEMA CON MERENDA alla Ludoscuola BimBumBam.
Il film di questa settimana viene direttamente dal SudAfrica ed è del 2013.
KHUMBA Cercasi striscie disperatamente.
Nella comunità delle zebre che vivono nel deserto di Kharoo in Sudafrica c'è un nuovo nato a cui viene dato il nome di Khumba. Il piccolo ha però una diversità: solo metà corpo è a strisce. L'altra metà è bianca. Questo fa sì che quando sopravviene la siccità lo si accusi di esserne la causa. Venuto a sapere di una leggendaria fonte magica in cui le prime zebre apparse sulla terra si immersero per avere le strisce, Khumba parte insieme a uno gnu e a uno struzzo. In agguato c'è però il temibile leopardo Phango.
Dal Sudafrica arriva un nuovo film di animazione dopo l'interessante Zambezia. La produzione è la stessa ma il regista è diverso e si avvale della propria esperienza personale per raccontare una storia in cui domina la presa di coscienza della diversità non come colpa da espiare ma come valore da fare proprio. Dalle enormi orecchie di Dumbo alla pinna 'claudicante' di Nemo il cinema di animazione disneyano ci ha proposto più volte le vicende di un protagonista portatore di una diversità che non gli impediva però di mostrare la propria grandezza interiore.
Quello che si percepisce in più in questa produzione sudafricana (così come nella precedente) è la scelta di radicare la narrazione nella storia di un popolo e nell'ambiente naturale autoctono. Khumba finisce così per essere il rappresentante di tutti quei sudafricani che hanno vissuto il colore della loro pelle come un vulnus grazie a una società che faceva di tutto (come le zebre adulte) per farglielo sentire come tale. Qui però il finale della vicenda (che ovviamente non va anticipato) si apre a una prospettiva diversa rispetto a quella, ad esempio, de La bella e la bestia, dando una risposta matura alla domanda "Quante strisce ci vogliono per fare una zebra intera?" Tutto poi viene contestualizzato non solo dal già citato deserto di Kharoo (di cui si riproducono con accuratezza l'aridità e la fauna) ma anche dal punto di vista musicale.
I suoni tradizionali che accompagnano la vita nella comunità delle zebre lasciano il posto ad altre sonorità che si adattano non alle diverse situazioni ambientali di un film che fonde avventura, divertimento e riflessione.

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