La scimmia Degas: il romanzo di Anna D'Elia fa risplendere la belle epoque parigina

«E' un romanzo che vorrei dedicare a tutti gli artisti scomodi e incompresi». Così Anna D'Elia, scrittrice e critica d'arte barese, parla del suo prossimo libro "La scimmia di Degas", in uscita per i tipi di Giazira scritture. Il romanzo sarà presentato l'8 giugno a Bari (ore 17.30, ex Palazzo delle Poste) in un evento curato in collaborazione con l'Università del capoluogo pugliese. L'autrice dialogherà con l'editore Cristiano Marti e Ida Porfido (Dipartimento di Lettere lingue e arti dell'Ateneo barese) in un percorso che fra reading e videoproiezioni, condurrà il pubblico alla scoperta della tormentata biografia e produzione dell'artista francese. Edgar Degas, famoso come il pittore delle ballerine, nel romanzo di D'Elia emerge come artista che ha indagato a fondo nelle sofferenze e debolezze umane, pagando a caro prezzo la sua coerenza artistica.

Un omaggio agli artisti scomodi, dunque. Ma anche alla verità, alla ricerca interiore, all'amicizia. Come quella che ha legato lo stesso Degas al pittore barlettano De Nittis, fra i protagonisti di un romanzo che racconta una Parigi di fine '800 capace di far riflettere sui diversi temi di attualità: la condizione della donna, il suo ruolo nella società, e lo scontro fra la visionarietà degli artisti e i limiti (a volte bigotti) del sentire comune.

La trama:

«Il 2 febbraio 1880, come il peggiore dei criminali,varcai la soglia della sala d'udienza nel Tribunale di Parigi. I capi d'accusa erano: sfruttamento di minore, sadismo, necrofilia, abusi, maltrattamenti e induzione alla prostituzione». Edgar Degas, di fronte a un pubblico accanito composto da artisti, modelle, cittadini e scrittori, è costretto a difendersi da solo. Ma chi lo ha portato alla soglia del baratro? Come è arrivato al punto più basso della sua esistenza? Tutto comincia a Napoli, quando il padre del pittore francese, in punto di morte, chiede a suo figlio di portare a Parigi Nannina, figlia di una badante creola che si era presa cura di lui fino alla fine. Inizia qui un rapporto travagliato fra Degas e quella che sarà una delle sue più famose modelle, soprannominata "la scimmia" per il colore della pelle e il suo aspetto quasi ferino.
Si sviluppa da qui una storia drammatica dove il demone creativo si fonde con l'innocenza di una vita non ancora aperta al mondo. Un romanzo intenso, appassionato, che propone temi sempre attuali: la condizione della donna, il suo ruolo nella società, e lo scontro fra la visionarietà degli artisti e i limiti (a volte bigotti) del sentire comune. Contrasto reso ancora più intenso dalla descrizione, fra aneddoti e la voce in prima persona dell'artista francese, di come alcuni suoi quadri e opere hanno preso vita.

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