"Medea", da Euripide al Teatro Angioino di Mola di Bari

Il Teatro Angioino di MOLA DI BARI (Ba), con la direzione artistica di Francesco Capotorto, presenta, nell'ambito della XVI Stagione di Prosa 2015/16,

SABATO 9 Aprile 2016 alle h.21.00 la Compagnia Amici Nostri in "Medea - Una donna, una madre" da Euripide, con Adriana Coletta, Piergianni Gemmati, Arianna Logreco, Marezia Cazzolla, adattamento e traduzione Luigi Coletta, regia Adriana Coletta

La "Medea" di Euripide (431 a.C.) è considerata il più grande capolavoro del tragediografo greco. Dopo aver aiutato il marito Giàsone a conquistare il vello d'oro, Medea si è trasferita a Corinto, insieme al consorte e ai figli, abbandonando il padre per seguire il marito. Dopo alcuni anni però, Giasone, spinto dalla brama del potere, ha ripudiato Medea per sposare la figlia di Creonte, re di Corinto. Sentitasi tradita, Medea medita vendetta: fingendosi rassegnata, manda in dono alla futura sposa di Giasone una corona e una veste avvelenata. La ragazza, indossatele, muore tra atroci tormenti, e la stessa sorte tocca a Creonte, accorso per aiutarla. A quel punto Giasone tenta di salvare almeno la sua prole, ma Medea, pur straziata nel cuore, ha ucciso i suoi figli, privando così Giasone di una discendenza

Il testo classico, se pur antichissimo è estremamente attuale, affronta tematiche che neppur il passare degli anni e la civilizzazione dell'uomo moderno e occidentale riescono ad oscurare. Nell'adattamento di Luigi Coletta il lavoro è ridimensionato, sottolineandone così, volutamente, alcune tematiche portanti. La tragedia di Euripide è essenzialmente incentrata sugli uomini, lasciando da parte gli dei, i quali non intervengono mai se pur richiamati e implorati. Ed è proprio sull'umanità del testo che la regia vuole calcare la mano: in scena ci sono uomini, fatti di carne e anima, prima che attori. La "nostra" Medea così, vuole essere una Medea, donna e madre, testimone dell'attualità e della perpetrazione di alcune tematiche nel tempo. Dall'infanticidio consumato fra le mura domestiche all'amore tradito per smania di potere, dalla seduzione alla sottomissione, passando per il legame con la propria patria, tutto si intreccia, rendendo i protagonisti vittime e carnefici, in un "gioco dei contrari" che pare non rispettare i costumi del tempo: una Medea sottomessa a parole, ma forte nel corpo dell'antichità e poi una Medea nuova, libera a parole nella modernità, ma sottomessa fisicamente, vista ai piedi del suo uomo in un finale non finale. ... La sottomissione femminile è finita o ha solo vestito panni diversi?

Ultimo appuntamento della Stagione.

Questo spettacolo ha vinto il Premio del Gradimento del Pubblico nel Concorso " ATTIMI di TEATRO all'Angioino V Edizione".

Info. e prenotazioni presso il botteghino del teatro Angioino in via Pellico 7, Mola, aperto tutti i venerdì, sabato e domenica dalle 18.30 alle 20.30 nei giorni di spettacolo dalle 17,00.Tel.080.4713061.

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