Misteri e Fuochi: arriva a Bari la rassegna dedicata alle vie Francigene

  • Dove
    Teatro Margherita
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 25/09/2015 al 27/09/2015
    25 e 26 settembre ore 19,30 e 21,30 - 27 settembre ore 18,30 e 20,30
  • Prezzo
    Prezzo non disponibile
  • Altre Informazioni

Si apre giovedì 24 settembre 2015 a Taranto nella zona Tamburi con una creazione di Armando Punzo - VOI NON SAPETE LA SOFFERENZA DEI SANTI - Misteri e Fuochi, la straordinaria rassegna di eventi teatrali musicali e di danza promossa dal Teatro Pubblico Pugliese per conto della Regione Puglia, con il contributo dell’Unione Europea.

Misteri e Fuochi, pellegrinaggi sulle vie Francigene di Puglia è il titolo completo della coinvolgente rassegna, composta di eventi unici, realizzati da quattro artisti di caratura internazionale, provenienti da quattro paesi e da tre diversi continenti. La rassegna prosegue al Teatro Margherita di Bari dal 25 al 27 settembre con Passage Through The World, di Shoja Azari, Shirin Neshat e Mohsen Namjoo dall’Iran.

I quattro appuntamenti - installazioni artistiche e performance di grandi maestri di teatro, danza e visual art internazionale - sono pensati appositamente per i luoghi dove si svolgono: quattro città che appartengono alla via Francigena pugliese: Lucera, Bari, Taranto e Brindisi.  Lo spunto tematico è il pellegrinaggio, il cammino spirituale e catartico che attraversa i territori e si interseca con visioni sulla passione e sulla sofferenza contemporanea: chi sono i pellegrini e come vengono vissuti dalla nostra società.

La Puglia è terra di fuochi, misteri, processioni e Santi. Il tacco d’Italia ospita una delle tre vie del pellegrinaggio che porta alla Terra Santa ed è da sempre considerata Porta d’Oriente. Qui in Puglia la via del ritrovo è anche via della passione, lo ricorda la miriade di processioni e riti santi legati alla via Crucis; un luogo dove tradizioni spirituali antichissime possono incontrare riflessioni sulla condizione dell’uomo contemporaneo, un luogo di passaggio in cui lasciare il segno. I quattro artisti internazionali sono stati chiamati a creare opere inedite, ispirate alle tradizioni e alle suggestioni dei luoghi. Misteri e fuochi è un progetto FSC (P.O. FESR Puglia 2007-13 - Fondo per lo sviluppo e coesione 2007-2013 - Accordo di programma quadro rafforzato “Beni ed Attività Culturali” - La filiera del Teatro e della Danza) che la Regione Puglia ha affidato al Teatro Pubblico Pugliese - attraverso il quale si mira alla contaminazione tra tradizioni popolari e riti religiosi mediante nuove creazioni di teatro e danza che “raccontino” i territori e dialoghino con la contemporaneità, rafforzando il senso di identità culturale e di continuità delle comunità locali.

La catalana Angèlica Liddell, gli iraniani Shoja Azari-Mohsen Namjoo-Shirin Neshat, l’uruguaiana Tamara Cubas, e Armando Punzo incontrano quattro città simbolo del territorio pugliese per creare opere in relazione al tema della passione e del dolore; il dolore che colpisce, il dolore che educa, il dolore che tradisce. Una riflessione artistica, contemporanea, sulla sofferenza intesa come percorso verso la consapevolezza della condizione umana. Gli artisti hanno lavorato alle produzioni in Puglia nel mese di luglio, al casting, scegliendo i luoghi dove operare e ispirarsi, alle prove e all’allestimento, ai costumi e trucchi, fino alla regia vera e propria. Una permanenza che è stata seguita, fotografata e filmati, in modo da conservare agli archivi tutto il backstage di un progetto che avvicina e unisce varie forme d’arte.

Info su www.teatropubblicopugliese.it, Tel. 0805580195, Bari

Ufficio Stampa

Ileana Sapone, ileana.sapone@teatropubblicopugliese.it, Tel. 0805580195, cell. 3356074728

Collaborano: Maria De Barbieri, mariadebarbieri@yahoo.it, 3495073400

Marzia Spanu, spanumar@gmail.com, 3356947068

BARI/TEATRO MARGHERITA

Da venerdì 25 a domenica 27 settembre a Bari, Teatro Margherita, il bel teatro del capoluogo pugliese costruito sull’acqua ad un isolato da Petruzzelli: Shoja Azari| Mohsen Namjoo| Shirin Neshat (IN FOTO) con Passage Through The World, (Passando da questo mondo), immagini, video e spazio scenico di Shoja Azari e Shirin Neshat. Creazione musicale, canto ed esecuzione strumentale  di Mohsen Namjoo, con la partecipazione delle donne lamentatrici della Città Vecchia di Bari. Un progetto speciale commissionato dal TPP Teatro Pubblico Pugliese, produzione di Change Performing Arts.

Nello spazio del Teatro Margherita di Bari gli artisti visivi e filmmaker Shoja Azari e Shirin Neshat  insieme al compositore, musicista e cantante iraniano Mohsen Namjoo danno vita ad una performance in cui video, musica e canto  si intrecciano indissolubilmente. Shirin Neshat, di artista visiva e film-maker, nata in Iran e vive a New York.

Nota in tutto il mondo per le sue stupende esplorazioni dell’Islam e del rapporto tra i sessi, negli ultimi due decenni la Neshat ha creato opere provocatorie basate sulla sua esperienza di esiliata e sulla lacerante frattura ideologica e politica tra Occidente e Medio Oriente. Nata a Qazvin, una delle città sacre dell’Iran, Shirin Neshat è tra le più celebri artiste contemporanee del suo paese. Dal 2004 al 2008 lavora alla serie Women Without Men – Donne senza uomini. Da queste cinque video-opere elabora il suo primo lungometraggio con Shoja Azari che è stato premiato con il Leone d’Argento alla 66a Mostra internazionale del Cinema di Venezia nel 2009. Shoja Aza, filmaker) lavora da tempo con Shirin Neshat con cui sviluppa una serie di collaborazioni, che includono video-installazioni, cortometraggi e una pièce di teatro multimediale. Mohsen Namjoo, invece, uno dei più alti riferimenti di musica folk iraniana, il corrispondente iraniano del The New York Times in Iran parla di lui come il “Bob Dylan of Iran".

Dopo aver visitato la città di Bari emblematicamente proiettata già da secoli come ponte ideale tra la cultura europea e quella orientale, i tre artisti hanno coinvolto un gruppo di donne della vecchia città, ultime testimoni dei riti di lamentazione. Dal titolo dell’opera si evince la forte valenza evocativa della performance stessa. Echi della cultura e della religione islamica si intersecano con elementi della cultura e della religione cristiana  in una esperienza di autentico crossover artistico e creativo, controcampo reale alla eco di vicende drammatiche di violenza e intolleranza che insanguinano i nostri giorni.

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