La mostra 'Guardami', l'urlo dei pazienti psichiatrici alla collettività nel Museo Civico di Rutigliano

Si inaugura Martedì 18 Febbraio, alle ore 18, nel Salone a piano terra del Museo Archeologico di Piazza XX Settembre, la mostra fotografica «Guardami. L’urlo dei pazienti psichiatrici alla collettività. Lo stigma della malattia psichiatrica e i pregiudizi che trascina con sé». L’iniziativa è promossa dalla Libera Università della Terza Età (Lute) «Lia Damato» con il patrocinio del Comune.

In esposizione fino al 20 Febbraio, con ingresso libero, i ritratti di alcuni pazienti psichiatrici nonché autori delle stesse fotografie.

Una mostra fotografica in cui saranno esposti i ritratti di alcuni pazienti psichiatrici nonché autori delle stesse fotografie.

La mostra è il risultato di un laboratorio riabilitativo, frutto del lavoro sinergico di professionisti del settore che vede coinvolte una rete di strutture psichiatriche specializzate ognuna in una diversa fase del percorso riabilitativo (Crap San Francesco, Domus Aurea, Hotel S. Francisco, Consorzio Sant'Antonio, San Francesco e Villa Adriana).

Un laboratorio di fotografia attraverso il quale il paziente ha potuto acquisire maggiori conoscenze della strumentazione fotografica ma soprattutto mira a favorire l'espressione di sé e delle proprie emozioni, stimolare la curiosità, la concentrazione, la memoria, la condivisione e la socializzazione, incrementare il senso di autoefficacia, promuovere lo sviluppo di interessi.

Le attività socio - riabilitative, tuttavia non sono sufficienti al fine di garantire il raggiungimento di uno dei principali obiettivi della riabilitazione psichiatrica: il reinserimento sociale, che può essere solo facilitato, ma è la società civile che deve essere pronta ad accogliere l'utenza psichiatrica.

Se la società non comprende a fondo la malattia psichiatrica, il paziente continuerà a sentirsi diverso, ad emarginarsi; perché è emarginato e questo renderà impossibile il raggiungimento di un altro importante traguardo strettamente connesso al primo: il reinserimento nel lavoro.

'Guardami perché ci sono anch'io; guardami perché esisto; guardami perché  percorro la tua stessa strada; guardami per quello che ho dentro; perché potresti essere il mio punto di riferimento; perché anch'io posso essere una tua amica'.

Sono queste le parole degli stessi pazienti che hanno preso parte all'ambizioso progetto. 'Guardami' è l'urlo dei pazienti psichiatrici al resto della società e mira a sensibilizzare l'opinione pubblica rispetto al tabù della malattia psichiatrica.

Durante tale iniziativa non si presenterà solo un laboratorio riabilitativo, ma si cercherà di capire perché ancora oggi la malattia psichiatrica viene percepita diversamente dalle altre malattie del corpo.

Si cercherà di analizzare, lo stigma della malattia mentale e i pregiudizi che trascina un'innata consapevolezza della distanza del cervello dagli altri organi.

Tale progetto, partito dal Comune di Sannicandro di Bari, toccherà anche altri Comuni e altre comunità territoriali, proprio perché il fine più grande è quello di entrare nel cuore dei territori per parlare, confrontarsi e far conoscere un qualcosa di cui si ha 'paura' perché oggi il cosiddetto 'pazzo' fa paura poiché considerato una minaccia alla propria vita.

Si evidenzia che l'iniziativa avverrà mediante l'esposizione di una mostra fotografica realizzata dai pazienti delle nostre strutture con dei ritratti che sono il frutto di questa iniziativa e del titolo della stessa: 'Guardami'.

Inoltre sarà proiettato un video dove i ragazzi 'urlano' con amore e gioia alla società, spesso impegnata ad etichettare piuttosto che accogliere, esortandola a guardarli così come sono, andando oltre la malattia, oltre lo stigma, per accoglierli semplicemente come persone portatrici di normalità, sogni, speranze e gioie.

Ci sarà in questa occasione la testimonianza di alcuni utenti che hanno partecipato attivamente a questo progetto e anche operatori delle strutture che hanno supportato i ragazzi in tale iniziativa, di operatori del settore come il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale della Asl Bari Dr. Semisa, regia fondamentale del percorso riabilitativo di questi ragazzi in tutta la provincia.

Noi attraverso questa iniziativa desideriamo testimoniare che la malattia psichiatrica è semplicemente una malattia, e che al di là della malattia c'è tutto un mondo bello da scoprire.

Il messaggio da portare è quello di speranza autentica, un po' come ha fatto nel corso della sua vita 'Franco Basaglia' colui che con la Legge n. 180 del 13 maggio 1978 meglio conosciuta come 'Legge Basaglia',  ha riformato completamente il sistema psichiatrico Italiano con l'avvio della chiusura di quei luoghi chiamati' Manicomi' che non erano luoghi di cura e riabilitazione, ma veri e propri luoghi di detenzione. 

Il messaggio di Basaglia è chiaro da sempre: ' La Follia è una condizione umana.  In noi la Follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia'.

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