"Victory of Pain", la mostra di Vettor Pisani a Gravina in Puglia

Il 25 aprile si inaugura la mostra di Vettor Pisani a Gravina in Puglia, nel settecentesco Palazzo-Museo della Fondazione Ettore Pomarici Santomasi, eretta in Ente Morale nel 1920: uno scrigno nascosto nel cuore della Città antica che raccoglie un patrimonio straordinario, esito delle disposizioni testamentarie del barone, dopo la morte avvenuta nel 1917. Museo archeologico, biblioteca, appartamento e una cripta che conserva una preziosa chiesa rupestre.

Qui, in collaborazione con la Fondazione Morra di Napoli, si pone in dialogo con gli ambienti e le atmosfere mistiche , quasi incastonata nella , la Vergine Nera di Vettor Pisani che emana tutta la forza evocatrice dell’universo alchemico e mitologico dell’artista scomparso, attratto dal mondo dei Rosacroce e della Massoneria, affascinato dal maestro del monocromo e del vuoto Yves Klein, legato all’ironia di Duchamp e alle figure di Beuys e Gino De Dominicis. Dal carattere teatrale e misterico l’opera è carica di riferimenti simbolisti, filosofici, psicanalitici, magici, in cui i simboli si riappropriano della loro corporeità, fornendo una chiave di lettura del presente, nella sua frammentazione trasfigurata, del suo dolore e fragilità, rappresentata dalla presenza di lumache vive che camminano sulle pareti dello spazio espositivo naturale e si relazionano a 5 disegni di profili di donna, carichi di esplicite allusioni sessuali.

Vettor Pisani (Bari 1934 – Roma 2011) Artista colto, complesso ed enigmatico, pittore, scultore, architetto, commediografo, distaccandosi dalla linea delle avanguardie che si delineavano in Italia e non solo negli anni Sessanta, dà vita a un linguaggio quasi teatrale, che, unendo simbolismo, ermetismo, alchimia, massoneria e psicoanalisi, ha prodotto messe in scene labirintiche di oggetti, immagini, creature e citazioni di artisti, scrittori e pensatori. Unendo scultura, installazione, fotografia e performance, Vettor Pisani costruisce luoghi onirici popolati da vergini, sfingi, marionette, macchine celibi, bambole, simulacri, isole dei morti, che insieme simboleggiano il complesso universo delle nevrosi individuali, il teatro dell’umanità privato di ogni illusione.

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