Storia di un incontro: la scoperta di luoghi incantevoli

Dal sud al nord e ritorno, un caleidoscopio di emozioni in mostra fino al 16 luglio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Inaugurata ieri 7 luglio, a Santo Spirito, la personale fotografica di Maria Rosa Cassano e Pietro Nesto Speretto. Lei pugliese, lui dell'Alto Adige. In comune la passione per la fotografia. La mostra racconta come il loro incontro (i due sono marito e moglie ) li ha portati a conoscere i reciproci luoghi natii e, soprattutto, di come ciascuno si sia "innamorato" dei paesaggi e dei territori che non gli erano propri. All’inaugurazione è intervenuto l’Avv. Giovanni Moretti, Presidente del V Municipio del Comune di Bari, secondo il quale “sono da incentivare e da premiare le realtà che permettono al territorio di poter esprimere le proprie potenzialità culturali”. A presentare la mostra Carmelo Colelli, scrittore appassionato di arte e cultura. “ L’essenza del viaggio è la conoscenza, è l’incontro con l’altro”, spiega Colelli, e “in questo incontro esplodono i colori con tutte le loro sfumature che, a volte, sono difficili da apprezzare tutte. Il viaggio ci cambia, ci permette di percepire nuove emozioni”. E la fotografia ben si presta a racchiudere e veicolare questi contenuti. “La fotografia è scrivere con la luce”- continua Colelli – “la luce ha permesso agli studiosi di poter ottenere le prime immagini. E la luce non è sempre la stessa, cambia continuamente anche se osservata nello stesso posto alla stessa ora e questo comporta che uno stesso oggetto, o soggetto, si presenterà sempre diverso agli occhi dell’osservatore”. La fotografia , da sempre, fa parte della comunicazione. A volte descrive, altre documenta o denuncia. Tutti possono fare belle foto applicando la tecnica, “ma alcune foto superano la dimensione piana della carta stampata e si presentano come spazi tridimensionali in cui ci si sente al centro della scena e si ha la sensazione di sentire suoni, voci e rumori di quei luoghi e della gente che vi abita” – spiega Colelli. Allestire una mostra vuol dire rendere partecipi gli altri del proprio vissuto emotivo, è incontro, condivisione. È dare la possibilità all’altro di trasformarsi da visitatore ad attore in un fluire continuo di emozioni tra l’autore e l’osservatore attraverso l’opera. La mostra è aperta gratuitamente al pubblico fino al 16 luglio.

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