Tracce#0: lo spazio addomesticato, un'esperienza di residenza artistica a Conversano

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Domenica primo settembre a Conversano (BA), si è conclusa con un grande happening finale l’esperienza di Residenza Artistica TRACCE#0, organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale A.U.T. Dieci artiste e artisti, selezionati attraverso una call internazionale, sono stati accolti dallo staff di TRACCE e dai cittadini di Conversano per dieci giorni, dal 23 agosto al primo settembre. I primi cinque giorni sono stati dedicati alla ricerca, attraverso una prima mappatura dei luoghi e all’incontro con diverse realtà conversanesi; gli ultimi cinque alla produzione, materica e concreta. Il concept alla base del progetto di residenza era l’addomesticazione dello spazio: di uno spazio che da estraneo diventa a noi familiare, o che da familiare acquista per noi nuovi significati. Un luogo non è mai neutro: addomesticare ha significato, per noi di TRACCE#0, entrare in relazione con una comunità e costituirci a nostra volta comunità, per poter essere riconosciuti e, alla pari, effettuare uno scambio: di tempo, di storie, di competenze. La comunità e lo spazio scelti per questa edizione zero sono stati Conversano e il suo centro storico, che hanno visto sovrapporsi e intrecciarsi tre sguardi: lo sguardo dei suoi abitanti, che ci hanno osservato con diffidenza o curiosità, ci hanno accolti e ascoltati, ci hanno teso una mano e raccontato le loro storie e le storie della città in cui sono cresciuti; lo sguardo dello staff, composto per la maggior parte da ragazzi andati via dal paese per lavorare e studiare, eppure ritrovatisi a Conversano per TRACCE#0 a testimonianza della necessità e della voglia di riappropriazione di un luogo ancora sentito come casa; e infine lo sguardo degli artisti. Questi ultimi, partendo proprio dal concetto di sguardo e dalle sue dicotomie (chiuso/aperto, accogliente/giudicante, severo/giocoso), hanno ricreato nella piazza del Comune un ambiente-uno spazio, appunto- concepito come un’unica, grande opera collettiva. Le diverse installazioni presenti in piazza comunicavano fra loro, raccontando sinergicamente ma con diverse tecniche- fotografia, musica, digital art- il doppio movimento dell’andare e del ritornare, dell’accogliere e dell’escludere (nel senso primigenio di chiudere), lasciando o ritrovando le tracce del proprio passaggio. Allo stesso tempo le installazioni comunicavano con gli intervenuti alla manifestazione e con i semplici passanti, attraverso il linguaggio del gioco e della scoperta. Per più di due ore, TRACCE #0 ha saputo creare un clima di immersione e di relazione in cui i confini tra le differenze si sono assottigliati, nell’ottica di un progetto pensato fin dall’inizio come collettivo e condiviso. La residenza artistica ha tratto la sua forza dalla collaborazione e dallo scambio di saperi e di esperienze, ricordando e ricordandoci che ogni azione è relazione e che l’arte è anche e soprattutto processo- creativo, intellettuale, antropologico, umano.

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