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La “Peppino Mancini” di Fasano in trasferta ad Alberobello

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Un atto unico di divertimento assicurato. Ieri sera (18 febbraio) presso il "Cinema Teatro dei Trulli" è andato in scena "Don Raffaele il trombone", di Peppino De Filippo, nella versione del Gruppo di Attività Teatrali "P.Mancini" di Fasano. Una produzione Apluvia Small Orchestra in collaborazione con lo stesso Teatro dei Trulli.

Una farsa tragicomica, dal testo meraviglioso, che ha visto sul palco Franco Romano nei panni dello sfortunato protagonista Raffaele Chianese; Tonia Argento in quelli di Amalia, sua moglie; Rossella De Mola in quelli di Lisa, loro figlia; Fausto Savoia nel ruolo del maestro di tromba Nicola Belfiore; Valerio Bianco nel ruolo del maestro di pianoforte e concertista Alfredo Fioretti; Armando Bianco e Piero Ostuni nei ruoli rispettivamente di Giovanni (amico di famiglia) e Attilio ("accompagnatore" di Alfredo). A completare il cast, due musicisti dell'Apluvia: Francesco Notarangelo al clarinetto ed Egidio Ribezzi al trombone.

La trama della commedia, che fu rappresentata per la prima volta al Teatro Nuovo di Napoli nel 1931, è nota. Un suonatore di trombone, Raffaele Chianese, è costretto a vivere in misera, arrangiandosi a suonare nei matrimoni. Sa di avere talento, per questo rifiuta categoricamente ogni tipo di lavoro che potrebbe "ledere" la sua dignità artistica. Non sono dello stesso avviso sua moglie Amalia, che lo deride e lo incita a trovarsi un lavoro serio, e sua figlia Lisa. Anche il suo socio Nicola, che si fa in quattro anche lui per trovar lavoro, da quando lo ha conosciuto, è convinto che la situazione sia addirittura peggiorata, incolpando proprio Raffaele di questa "sfortuna". Un giorno a casa Chianese goimge un ricco signore, Alfredo Fioretti, che vuole scritturarlo offrendogli una somma esorbitante. L'uomo accetta immediatamente. Ma la sua gioia è destinata a svanire altrettanto immediatamente: Fioretti è un pazzo e il denaro dovrà restituirlo.

Grande la soddisfazione di tutta la compagnia fasanese, che ha apportato alcune modifiche rispetto alla messa in scena di qualche anno fa: innanzitutto Armando Bianco che ha sostituito il compianto Giovanni Celeste, a cui la serata è stata dedicata, e la riscrittura del prologo e dell'epilogo, che ha visto coinvolta la stessa Apluvia Small Orchestra, diretta dal maestro fasanese Silvestro Sabatelli.

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