"Il Principino Breve cronaca familiare da un trivani vista ciminiere" in scena al Teatro Abeliano

Tutti i grandi sono stati bambini una volta (ma pochi di essi se ne ricordano)”, scriveva Antoine Saint-Exupéry, l’autore del celebre capolavoro “Il Piccolo Principe”.

Partendo da questa ispirazione Damiano Nirchio, già vincitore del premio Eolo Awards 2017 come Miglior drammaturgia e Migliore regia per lo spettacolo “Ahia!”, costruisce “Il Principino – Breve cronaca familiare da un trivani vista ciminiere”, una fiaba drammatica e moderna per gli adulti del nostro tempo. Uno spettacolo che invita ad andare oltre le apparenze e ad abbandonare falsità ed egoismi. In un modesto appartamento di una città del Sud, a interrompere la solitudine di un vecchio padre, appare un piccolo principe, ormai uomo, che impara a fare i conti con i buchi neri del passato e i limiti e i pregiudizi generazionali. Un estremo gesto d’amore padre/figlio.

“Il Principino – Breve cronaca familiare da un trivani vista ciminiere”, nuova produzione di Teatri di Bari, debutta sabato 30 e domenica 31 marzo (ore 21) al Teatro Abeliano, e sarà in replica dal 4 al 7 aprile per la stagione del Comune di Bari, organizzata dal Teatro Pubblico Pugliese.  In scena accanto a Vito Signorile, direttore artistico di Teatri di Bari, ci sono gli attori Danilo Giuva e Anna de Giorgio, con la partecipazione del piccolo Gabriele Milillo.


Siamo a giugno del 1981 in un modesto appartamento nella periferia-dormitorio di una grande città del Sud. Forse Bari. Fuori dalle finestre, prima ancora del mare e del bianco campanile di una basilica, c’è la cementifera Fibronit.

Davanti allo schermo, sprofondato in poltrona e avvolto in una vestaglia logora, c’è un uomo anziano: una malattia che confonde lo spazio e il tempo in un eterno presente; al contempo una nuova estrema abbagliante lucidità. Il confine tra le due cose è inconoscibile. Quello stesso giorno ricompare sulla porta un giovane uomo. È suo figlio. I due non si vedono da tanto. Lo spettacolo, scritto e diretto da Damiano Nirchio e liberamente tratto dalla traduzione in lingua barese de “Il Piccolo Principe” di Exupery curata da Vito Signorile, esplora il difficile rapporto tra padri e figli e la difficoltà di fare i conti con le proprie radici. Anche con la propria terra d’origine.

Per l’occasione nel foyer del teatro Abeliano saranno esposte le sculture dell’artista barese Alfredo Briganti Bellini, in particolare l’opera dal titolo “Zheimer”.

Alfredo Briganti Bellini nasce come designer d’interni, restaura il legno, modella l’argilla e la cartapesta. Dipinge e crea oggetti e soggetti con la sua malta “creot”.
 

Info 080.542.7678
Teatro Abeliano (Via Padre Massimiliano Kolbe 3) Bari
botteghino@teatroabeliano.com
dal lunedì al sabato 10.00 – 12.30
dal lunedì al venerdì 17.00 – 19.30

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