Suggestioni russe...di terre e di amori lontani a Palazzo Pesce

ATTENZIONE: A causa delle nuove disposizioni del decreto ministeriale l'evento è stato rimandato al 2 maggio 

Sabato 14 marzo 2020 alle ore 20.30 Palazzo Pesce accoglie  “SUGGESTIONI RUSSE” …di terre e di amori lontani… de I Melodisti con Volha Shytsko soprano e Vincenzo Cicchelli al pianoforte.

Le melodie russe per voce e pianoforte costituiscono certamente ancora, per la maggior parte del pubblico occidentale, un repertorio esotico e sconosciuto, è per questo un’occasione molto rara poter ascoltare in Italia, e in particolare in Puglia, un intero programma dedicato a questo genere.

L’opportunità si fa ancora più preziosa se ad intonarle è una voce che possiede l’autorità naturale di chi canta nella propria lingua madre, come quella di Volha Shytsko, che dopo gli studi di Pianoforte e Canto Lirico nella propria patria si è perfezionata nel repertorio operistico, sinfonico, oratoriale e vocale da camera presso il Conservatorio di Bari, esibendosi in programmi che spaziano dal Barocco fino alla musica contemporanea.

Al pianoforte Vincenzo Cicchelli, che da oltre quindici anni porta avanti un’appassionata attività di ricerca e studio dell’intima relazione tra parola e musica e si dedica all’accompagnamento del canto ideando programmi a tema in cui intreccia brani provenienti da tutte le epoche storiche, aree linguistiche e generi musicali, arricchendo ogni esecuzione con una personale guida all’ascolto.

 “E’ il popolo che crea la musica, noi musicisti non facciamo che arrangiarla!” sostiene Glinka, che più di tutti gli altri compositori ha posto le basi di una tradizione musicale nazionale. Non si tratta tanto di attingere al folklore quanto di comporre con una vena popolare, con formule melodiche semplici, dirette e facilmente memorizzabili, senza tuttavia sacrificare le esigenze della composizione.

Forma specificatamente russa della melodia, la Romanza è stata creata da compositori come Glinka e Dargomyjski all’inizio dell’Ottocento, dopo che la poesia russa aveva conosciuto un successo straordinario con Puškin e Lermontov. Il primo in particolare raggiunse velocemente uno status paragonabile solo a Goethe, Heine ed Eichendorff nel quadro del romanticismo tedesco. La sua opera poetica è fonte d’ispirazione per Rimsky-Korsakov, dal carattere epico, considerato a giusto titolo come il guardiano della tradizione della Romanza e il compositore presso cui questo genere ha trovato il proprio culmine.

In Tchaikovsky il tono diventa profondamente soggettivo, l’identificazione con il messaggio della poesia diventa determinante e trasforma molte di queste composizioni in vere e proprie confessioni. Egli esplora direttamente l’animo umano per rivelarne i desideri e le passioni, le gioie e le pene, la tenerezza e la vulnerabilità. Poco gli importano i dettagli: è l’impressione generale che vuole tradurre, e per questo preferisce poesie che esprimano sentimenti personali profondi. Il cantante ha la responsabilità dell’interpretazione, il pianista dà sostegno e continuità nonché quell’amplificazione necessaria all’espressione.

L’ispirazione di Rachmaninov è soprattutto di carattere lirico. Con il suo amore per la voce umana e la sensibilità per i versi non è affatto sorprendente che le sue romanze costituiscano un capitolo significativo all’interno della sua opera creativa, e inoltre un ricco contributo alla tradizione europea del Novecento. Come ci si attenderebbe, la parte per pianoforte è sempre di notevole bellezza, sia essa di fattura semplice, di umore riflessivo o virtuosistica, fino ad amalgamarsi con la linea vocale formando tessiture che si potrebbero definire impressionistiche.

Ad accomunare i quattro compositori russi è il ruolo predominante affidato alla melodia, considerata base di tutta la musica, e obiettivo supremo da perseguire nella propria attività creativa.

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