"Namur" e "Ma": i Teatri di Bari omaggiano il grande Pasolini

L’omaggio a Pier Paolo Pasolini e la drammaturgia di Antonio Tarantino: i Teatri di Bari si preparano a un altro ricco week end nel segno della ricerca teatrale.

Nel quarantennale della morte di Pier Paolo Pasolini, i Teatri di Bari ospitano lo spettacolo MA di Antonio Latella, dedicato alla figura della madre nell’opera del poeta e intellettuale scomparso tragicamente il 2 novembre del’75: l’appuntamento è per venerdì 6 e sabato 7 alle 21.00 al Teatro Kismet. Dopo la replica di venerdì, nel foyer del teatro, si terrà il consueto incontro con la compagnia moderato dal critico teatrale Nicola Viesti, con la partecipazione del professor Pasquale Voza dell’Università di Bari.

Sempre venerdì 6 e sabato 7 alle 21.00 il Nuovo Abeliano ospita invece “Namur” di Antonio Tarantino, diretto da Teresa Ludovico, anche interprete con Roberto Corradino, spettacolo finalista al Premio UBU 2014 come “migliore novità”.

Di Linda Dalisi, con Candida Nieri “MA”è un lavoro ispirato alla figura della madre nell’opera di Pier Paolo Pasolini. Antonio Latella partendo dalla prima sillaba della parola Mamma ci guida in un percorso all’interno dell’opera di uno dei massimi poeti del ‘900, seguendo un filo conduttore che ha al suo centro quella forza generatrice, procreatrice di parole come di uomini, di pensiero come di gesti artistici. Attraverso la figura di Pasolini, in tutte le sue complessità, la Madre diventa anche una Madre-Scrittura, dove il pozzo inesauribile è il pensiero e l’arma nella battaglia della vita è la parola.

Note di Regia
In tutte le sue vittorie e sconfitte accanto all’uomo Pier Paolo Pasolini, c’è sempre la madre. Nel suo cinema la madre diventa uno dei perni attorno a cui tutto ruota. Sguardi e sorrisi spezzati delle madri scelte come icone assolute di un’Italia che sa che tutto sarà irrecuperabile. Quegli sguardi potenti e violentati da un dolore ancestrale. Tutta la sua letteratura e il suo teatro sono pervasi dalla presenza di quella madre che lo ha accompagnato nella fuga dalla banalità coatta del vivere quotidiano.Sarà proprio la madre del Poeta la Maria straziata dal dolore sotto la croce di Gesù, nel film Il Vangelo secondo Matteo. Ma ogni volta la MA diventa altro. Per una madre che piange un figlio, un Gesù dei poveri, un operaio, un pittore, un poeta, un re Edipo, per una città che accoglie i reietti, per un paese che scaccia gli intellettuali, per una nazione troppo cattolica per non essere ipocritamente di destra fino in fondo, tutto è madre e si fa madre. Attraverso le parole, le immagini, il nostro tentativo è quello di tracciare una possibile unica madre, con quel MA necessario a mettere un dubbio: madre sì, ma.... 
Antonio Latella

Presentato con ottimo successo di critica e pubblico al Festival Primavera dei Teatri di Castrovillari 2014, forte delle luci e delle scene del Premio Ubu Vincent Longuemare e dei costumi di Luigi Spezzacatene, “Namur” è ambientato in Francia nel giugno del 1815.

L’armata francese è in rotta.Napoleone fugge verso Parigi. Namur, ormai un paese di retrovia, è percorso dalla soldataglia inglese e prussiana che, casa per casa, cerca i nemici. E’ notte , nei campi di grano cavalli sventrati, soldati sgozzati , sciabolati, ammassati si confondono  nell’oscurità , fra gli arbusti e le fronde . In una capanna fuori Namur , Marta, una vivandiera imperiale, non più giovane ,sta facendo l’amore con  Lucien , un imberbe fantaccino che alle pressanti richieste di conferma d’amore  da parte della donna , cercherà , fino all’alba, di sfuggire con imbarazzo e finzione.  I loro dialoghi crudeli sveleranno universali meccanismi di coppia e la feroce assurdità della guerra.

Marta  è una donna che ha scelto di rinunciare alla tranquilla finzione della vita  domestica per seguire una libertà che  paga  a caro prezzo.  Ha  vissuto tutto , troppo, stanca è pronta anche a morire, ma l’amore per il giovane soldato le restituisce  forza e dignità. Lucien,  giovane impaurito e confuso, sconvolto dagli orrori della guerra, per salvarsi, propone uno scambio di abiti che innescherà un grottesco gioco di ruoli . 

Paura, coraggio, ribellione, sottomissione, verità, finzione, violenza,tenerezza, odio ,amore ,e la guerra con il suo odore, i suoi colori, i suoi suoni, i suoi nomi, le sue battaglie, la sua geografia, che demolisce ogni costruzione, ogni ordine, ogni grado, ogni certezza e magma e caos.

Annota la regista: “Antonio Tarantino, con pennellate mirabili crea  un affresco  visionario di grande potenza evocativa. I fitti dialoghi dei due personaggi,  con la loro bruciante universalità, travalicano la capanna di Namur e risuonano nell’immensità della notte che si popola di Storia”.

(Biglietti al Box office della Feltrinelli; all’Officina degli Esordi e sul circuito Bookingshow; infowww.teatridibari.it).

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