Acqua, ambiente e agricoltura… continua il viaggio del “Treno del pensiero”

Fare il punto sulle buone pratiche che permettono la raccolta e il recupero dell’acqua, parlare delle tecniche di riutilizzo delle acque reflue, approfondire le origini dell’agricoltura mediterranea, agricoltura che da sempre ha avuto un grande rispetto della risorsa idrica e del suo parsimonioso utilizzo, questi gli argomenti all’ordine del giorno del secondo viaggio “ Acqua, ambiente e agricoltura: un nesso sostenibile” del “Treno dei pensieri in programma il prossimo 15 giugno.

L’iniziativa organizzata da La Verde via, vede, anche per questo secondo viaggio, la realizzazione di una manifestazione itinerante che lambendo i territori della Puglia e della Basilicata offre la possibilità ai viaggiatori di riflettere su temi di grande modernità che toccano le esistenze dell’intera umanità e questo avendo come obiettivo quello di realizzare un viaggio esperienziale finalizzato ad informare, divertire e intrattenere il visitatore sia sui temi inerenti la sostenibilità, sia culturali.

Marcello Mastrorilli, Direttore del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) di Bari e Presidente del Centro italiano per lo studio dei fertilizzanti (Ciec), intervenendo durante la conferenza che si terrà nell’ex Convento di S. Francesco ad Irsina, affronterà il tema della gestione sostenibile dell’acqua parlando delle buone pratiche, dal sapore di antico ma quanto mai moderne, di utilizzo della risorsa. I “Bottini”, patrimonio rupestre di Irsina del XVII sec., consistono in cunicoli sotterranei che seguendo l’andamento della falda acquifera captano acqua dal sottosuolo depositandola in vasche di decantazione dove, dopo un processo di purificazione, la stessa viene incanalata fino alla settecentesca fontana esterna. Per Mastrorilli questa è una tecnica che può essere ripetuta anche in altre aree efficientandola con tecnologie più avanzate. Importante, e sempre avendo come obiettivo quello di salvaguardare la risorsa “acqua”, è anche l’utilizzo sul territorio di tecniche di aridocoltura per immagazzinare acqua nel terreno e poi trasferirla dalle stagioni più piovose alle stagioni meno piovose oltre alla necessità di tutelare le colture locali non sconfinando in allevamenti superintensivi che necessitano di risorse idriche non compatibili con quelle locali, si veda ad esempio il caso degli ulivi tradizionali che successivamente all’emergenza Xylella vengono ora sostituiti da ulivi immuni idroesigenti.

Una seconda giornata inserita in un progetto che nasce dalla percezione che per ridurre la povertà, la disoccupazione e le disuguaglianze, proteggere l’ambiente terrestre e marino, contrastare i cambiamenti climatici, migliorare la qualità della vita dei cittadini fornendo anche infrastrutture adeguate, punti questi sanciti dall’Agenda 2030 dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) quali Obiettivi di sviluppo sostenibile, bisogna partire dai territori ristabilendo quel collegamento ancestrale con la propria Terra, curandola e rispettandola come una mamma fa con il proprio bambino che è la cosa più importante che possiede.

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