"Viaggio in Italia. La Corte costituzionale nelle carceri" a Bari per l’Edificio della memoria

  • Dove
    varie
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 21/01/2020 al 21/01/2020
    dalle 9.30
  • Prezzo
    Prezzo non disponibile
  • Altre Informazioni

Giudici delle leggi e persone condannate per averle infrante faccia a faccia in un incontro destinato a cambiare lo sguardo dei protagonisti. È l’insolito confronto, senza precedenti nella storia della Repubblica, raccontato da “Viaggio in Italia. La Corte Costituzionale nelle carceri”, docu-film di Fabio Cavalli prodotto da Rai Cinema e Clipper Media in doppia proiezione a Bari martedì 21 gennaio. L’occasione è il secondo appuntamento della rassegna dell’Edificio della Memoria, progetto sulla legalità ideato dal presidente della cooperativa “I Bambini di Truffaut” Giancarlo Visitilli e dai magistrati Angela Arbore e Marco Guida e finanziato dalla Regione Puglia. La prima proiezione, dedicata agli studenti che partecipano all’Edificio della Memoria, si terrà alle 9.30 nel Cineporto dell’Apulia Film Commission e sarà introdotta da Donatella Stasio, responsabile della comunicazione della Corte costituzionale. A seguire, alle 11.30, gli studenti incontreranno la giudice costituzionale professoressa Silvana Sciarra. La seconda proiezione è in programma dalle 15.30 nell’Aula magna del Tribunale di Bari. In primis ci saranno i saluti del presidente della Corte di Appello di Bari Franco Cassano, del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e del sindaco di Bari Antonio Decaro. Subito dopo, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Bari Giovanni Stefanì con Angela Arbore e Giancarlo Visitilli introdurrà il docu-film. A seguire, intervento della Giudice costituzionale Sciarra e del prof. Luigi Pannarale, ordinario di Sociologia del diritto dell’Università di Bari.

IL DOCU-FILM. L’opera di Fabio Cavalli, prodotta nel 2019, racconta un viaggio unico. Sette giudici della Corte Costituzionale incontrano i detenuti di sette Istituti penitenziari italiani: Rebibbia a Roma, San Vittore a Milano, il carcere minorile di Nisida, Sollicciano a Firenze, Marassi a Genova, Terni, Lecce sezione femminile. Ad accompagnarli, l’agente di polizia penitenziaria Sandro Pepe.
Per la prima volta dalla sua nascita, nel 1956, la Corte costituzionale - giudice delle leggi e non delle persone, anche se le sue decisioni incidono profondamente nella vita delle persone - decide di entrare in carcere. Il Viaggio inizia a Rebibbia, con la partecipazione di 12 giudici e del presidente Giorgio Lattanzi, alla presenza di 220 detenuti, pubblico e autorità istituzionali. Una diretta streaming consente di “esserci” anche a 11mila detenuti di altre carceri d’Italia, per seguire un incontro assolutamente inedito, che non ha precedenti non solo nella storia della nostra Repubblica ma neppure nel mondo.
Il film è il racconto dell’incontro tra due umanità, entrambe “chiuse” dietro un muro e apparentemente agli antipodi: da un lato la legalità costituzionale, dall’altro lato l’illegalità, ma anche la marginalità sociale. Attraverso la fisicità, l’ascolto, il dialogo, il Viaggio diventa occasione di uno scambio reciproco di conoscenze, esperienze, e talvolta di emozioni. Ma è anche la metafora di un linguaggio che non conosce muri, e che anzi li attraversa, perché è il linguaggio (ritrovato e condiviso) della Costituzione, la casa di tutti, soprattutto di chi è più vulnerabile. L’incontro sarà destinato a cambiare lo sguardo dei protagonisti, non senza ricadute sulla loro quotidianità di donne e di uomini.

IL PROGRAMMA DELLA RASSEGNA. La rassegna dell’Edificio della memoria, iniziata il 3 dicembre scorso con “La paranza dei bambini” di Claudio Giovannesi, vedrà altri due appuntamenti fino a marzo. Martedì 11 febbraio 2020 con “Selfie” di Agostino Ferrente:  alle 9.30 nel Cineporto di Bari e alle 15.30 nell’Aula Magna del Tribunale del capoluogo (riservato agli studenti partecipanti al progetto); il regista sarà ospite in sala. Martedì 10 marzo con “Dolcissime” di Francesco Ghiaccio: alle 9.30 nel Cineporto di Bari; parte del cast del film sarà ospite in sala per discutere dei temi dell’opera. 

L’EDIFICIO DELLA MEMORIA. Il progetto ha ormai superato il migliaio di studenti pugliesi coinvolti. Sono ben 10 edizioni che magistrati, giornalisti e performer accompagnano i ragazzi in un percorso sui temi della legalità nel corso di laboratori e incontri. Il progetto a partire dal 2019 si sviluppa in una programmazione triennale.  L’edizione che si è conclusa a ottobre 2019 è stata dedicata alla tematica dell’Educare e durante i laboratori sono stati approfonditi diversi temi ispirati all’articolo 3 della Costituzione, come l’uguaglianza, la violenza di Genere o la microcriminalità. L’11esima edizione, avviata a novembre 2019, affronta il tema del Costruire. Gli studenti, nell’ambito delle singole aree tematiche, incontreranno esperti, testimoni, e potranno anche svolgere indagini giornalistiche effettuando visite e interviste fuori dal contesto scolastico. Tutti lavoreranno alla realizzazione di un prodotto finale (documentario, intervista, articolo di giornale, fumetto, pièce teatrale e altro) aiutati e coordinati da esperti (magistrati, avvocati, giornalisti, attori, fumettisti e registi). 

Quest’anno viene inoltre istituito un concorso per corti, il PREMIO SOCIALcort, dedicato “alla memoria di Stefano Fumarulo”: il concorso è aperto a lavori italiani a tema sociale di singoli studenti o intere classi, realizzati da giugno 2019 ad ottobre 2020, che non siano già stati premiati nell’ambito di altri concorsi. Alla scuola dell'opera vincitrice si regalerà  una rassegna dal fascicolo attività de “I Bambini di Truffaut”.

L’Edificio della Memoria è costruito sulla base dell’Avviso n. 2/2017 - "Cantieri innovativi di antimafia sociale: educazione alla cittadinanza attiva e miglioramento del tessuto urbano" della Regione Puglia. Negli anni è diventato progetto pilota della legalità per la Regione Puglia per volere di Michele Emiliano e su iniziativa di Stefano Fumarulo, dirigente della Sezione Sicurezza del cittadino e Antimafia sociale, prematuramente scomparso nel 2017. Partner del progetto sono i Comuni di Bari e di Palo del Colle, gli istituti Pietro Sette di Santeramo in Colle, Marco Polo di Bari e Ferraris di Molfetta, Unisco e Leader; in collaborazione con Coop alleanza 3.0.

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