Mercoledì, 22 Settembre 2021
Scuola

Generazioni iperconnesse e cyber risk: cosa sta succedendo ai giovani italiani

In occasione del Safer Internet Day 2021, al via la nuova campagna sociale del MOIGE “Giovani Ambasciatori per la cittadinanza digitale”

©Foto di Jan Vašek da Pixabay

Torna la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita e promossa dalla Commissione Europea. Quest’anno l’appuntamento con il Safer Internet Day, con il consueto motto “Together for a better Internet”, è fissato per martedì 9 febbraio, con un fitto programma di iniziative messe in campo dal Ministero dell’Istruzione, coordinatore di “Generazioni connesse”, il Safer Internet Centre in Italia, il Centro italiano per la sicurezza in Rete.

In occasione del Safer Internet Day 2021, al via la nuova campagna sociale del MOIGE “Giovani Ambasciatori per la cittadinanza digitale” contro il cyberbullismo ed altri pericoli del web, unitamente ai dati di polizia postale e del Moige con Istituto Piepoli sul fenomeno.

Alcune informazioni importanti:

  • La generazione Z iperconnessa ma desiderosa di guardarsi negli occhi: 3 su 4 controllano continuamente le notifiche, ma ben 9 su 10 preferiscono parlarsi dal vivo;
  • Irresponsabili: 1 minore su 3 dà il numero di cellulare agli sconosciuti ma cancellano la cronologia per evitare controlli parentali;
  • Due minori su 10 hanno sono ‘’editori di se stessi’’ avendo un  proprio canale social dove postano la loro vita;
  • Il 17% dei bambini tra i 6 e i 10 anni dichiarano di avere un account Tik Tok, il 14% Youtube, il 9% instagram;
  • Il 64% dei giovani italiani tra gli 11 e 14 anni dichiarano di utilizzare Tik Tok, mentre il 60% utilizza anche instagram;
  • Grave che il 56% dei ragazzi, non sappia come gestire un episodio di bullismo o faccia finta di niente;
  • Molto responsabili durante i pasti, ben 9 ragazzi su 10 si staccano dallo smartphone;

I dati dell'indagine dell'Istituto Piepoli per Moige

I dati dell’indagine “Tra digitale e cyber risk: rischi e opportunità del web” realizzata dall’Istituto Piepoli per il Moige, è su un campione di circa 1200 minori (Indagine completa su www.moige.it).

Dall’analisi emerge che il mondo dei ragazzi italiani nel corso dell’ultimo anno si è concentrato nei 6 pollici del loro smartphone, che ha sostituito per quote rilevanti di ragazzi le chiacchierate con gli amici, le conversazioni in famiglia, e persino la televisione, che a volte, quasi come un camino digitale, riuniva la famiglia e generava occasioni di confronto e racconto. Infatti, 1 ragazzo su 2 tiene i genitori e gli adulti fuori dal mondo social e (1 su 4) cancella la cronologia.

Aumentano le fake news presso i nostri figli: quasi 4 ragazzi italiani su 5 si informano sugli avvenimenti che accadono nel mondo attraverso il web, soprattutto sui Social Network. E lo fanno pur dichiarando apertamente di essere “caduti nella trappola” delle fake news nel 56% dei casi. Perché lo fanno? Perché il loro mondo si è concentrato, sempre di più, nello smartphone, che 2 ragazzi su 3 dichiarano di utilizzare molto più di prima, e di farlo da soli, senza la presenza dei genitori o di fratelli e sorelle. 

Una tendenza all’isolamento molto più forte tra i ragazzi che frequentano le scuole superiori. Inoltre, scoprire cosa fanno online è difficile, solo 1 genitore su 3 dà limiti di tempo di connessione, e meno della metà dei genitori sa cosa fa online il proprio figlio. E purtroppo i social non permettono ai genitori di avere alcun controllo sulle attività dei loro figli minorenni.

I giovani italiani, dunque, frequentano molto i social network, ma non solo per informarsi. Lo fanno anche per condividere foto e raccontare parti delle loro vite. Per farlo utilizzano soprattutto Instagram e Tik Tok. Il 64% dei minori italiani tra gli 11 e 14 anni dichiarano di utilizzare Tik Tok, mentre il 60% utilizza anche instagram. Molto preoccupante però che il 17% dei bambini tra i 6 e i 10 anni dichiarino di avere un account Tik Tok, mentre il 14% Youtube e il 9% instagram.

Attenzione, perché il 6% dei giovani dichiara di aver scambiato foto personali con gli altri tramite i social, e il 30% dichiara di aver dato il proprio numero di telefono a sconosciuti.

Il bullismo è presente nelle scuole e fuori dalle scuole, tanto che quasi 6 bambini su 10 hanno assistito ad episodi di prepotenza, e quasi uno su due ha assistito ad episodi di cyberbullismo. Preoccupa che oltre la metà dei ragazzi che assiste a casi di bullismo non sanno come comportarsi o fanno finta di niente (56%).

Tra i ragazzi che hanno subito atti di bullismo, dominano scherzi telefonici, messaggi di minacce, insulti ma non mancano foto o video. I ragazzi, davanti a questi atti, si sentono arrabbiati (37%), soli (25%), isolati (23%). Uno stato d’animo che condividono 1 su 2 (48%) con i genitori, ed 1 su 4 con amici, ma solo il 14%  con i docenti. 

Il Progetto

“Giovani Ambasciatori per la cittadinanza digitale”, giunto alla quinta edizione, è un progetto promosso dal MOIGE con la Polizia Postale e il Ministero dell’istruzione, il DIS-Dipartimento Informazioni Sicurezza, ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani, Repubblica Digitale, Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia e con il supporto di Enel Italia Spa, Trend Micro Italia e del Fondo di beneficenza Intesa Sanpaolo. 

Dopo aver coinvolto in questi anni oltre 950 scuole su tutto il territorio nazionale, circa 262.500 ragazzi, oltre 11.250 docenti e 525.000 genitori, e, soprattutto, sono stati formati oltre 4.250 Giovani Ambasciatori, scelti dai docenti per le loro particolari attitudini e sensibilità.

Nel 2021 il progetto coinvolgerà:

? 250 scuole primarie e secondarie di I e II grado in circa 200 comuni di tutta Italia.

? 62.500 studenti coinvolti in attività di sensibilizzazione e formazione.

? 1.250 Giovani Ambasciatori per la cittadinanza digitale, formati per essere un punto di riferimento all’interno della scuola.

? 1.250 docenti formati tramite piattaforma online e incontri a scuola.

? 125.000 genitori degli studenti informati attraverso il materiale didattico dedicato e webinar.

Attraverso la metodologia del peer to peer, con attività educational interattive, materiali didattici e open day sarà promossa una maggiore consapevolezza delle problematiche legate all’utilizzo improprio del web,  con particolare riferimento al fenomeno delle ‘fake news’ e del cyber-risk.

La campagna coinvolgerà studenti, docenti e genitori di tutta l’Italia dal Trentino Alto Adige alla Sardegna coinvolgendo 250 scuole in oltre 200 comuni: Basilicata: Avigliano Spaventa (PZ); Calabria : Serrata (RC), Laureana di Borrello (RC); Campania: Striano (NA), Afragola (NA), Scafati (SA); Emilia Romagna: Castiglione dei Pepoli (BO); Argenta (FE) ; Lazio: Alatri (FR), Sora (FR), Roma (RM), Pisoniano (RM), Rieti (RI); Lombardia: Villa Cortese (MI), Gallarate (VA), Lissone (MB), Rozzano (MI), Milano (MI); Puglia: Bari; Laterza (TA), Turi (BA), Taranto (TA), Brindisi (BR), Vieste (FG) Sardegna : Serramanna (VS), Palmas Arborea (OR); Sicilia: Pollina (PA), Catania (CT), Messina (ME), Palermo (PA); Toscana: Campi Bisenzio (FI), Scandicci (FI) Veneto: Conegliano (TV).


I punti qualificanti della campagna riguardano:

  • la formazione ed attivazione di 1.250 “Giovani Ambasciatori per la cittadinanza digitale”, che rappresenteranno un punto di riferimento di formazione e segnalazione per i loro ‘pari’ all’interno dell’istituto di appartenenza. Gli studenti saranno protagonisti in prima linea per promuovere l’uso corretto del web. Il docente referente del progetto sceglierà 5 o più allievi che, in qualità di Giovani Ambasciatori per la cittadinanza digitale, diventeranno un punto di riferimento a cui potersi rivolgere per chiedere aiuto e formazione. Dopo essersi formati sulla piattaforma del progetto saranno in grado di trasmettere le loro conoscenze in materia ai loro coetanei attraverso la peer to peer education.
  • Novità di quest’anno: a disposizione delle scuole anche il Centro mobile digitale, uno spazio digitale per studenti, docenti e genitori che consente di accedere agli stessi servizi di supporto e materiali formativi già presenti nel Centro mobile on the road. Si tratta di una nuova piattaforma di supporto e formazione, con nuovi contenuti realizzati da esperti del settore. La digitalizzazione dell’offerta dei servizi consente di essere attivi e raggiungibili in qualsiasi momento, andando ad integrare le giornate formative in presenza con Centro mobile e Task. 

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