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Reati ambientali, Bari è provincia maglia nera in Puglia per gli illeciti nel ciclo dei rifiuti

E' quanto emerso dal rapporto 'Ecomafia 2017', presentato questa mattina nella sede di Legambiente Puglia. Risultato peggiore tra le pugliesi anche per gli illeciti sulla fauna

Nella provincia barese fioccano i comportamenti illeciti a livello ambientale. L'area metropolitana ottiene infatti il primato sul territorio per i reati legati al ciclo dei rifiuti, posizionandosi al quarto posto a livello nazionale con 165 infrazioni nel 2016, subito prima di Foggia. È solo uno dei pessimi primati che il Barese ha ottenuto all'interno del rapporto 'Ecomafia 2017', redatto da Legambiente Puglia per fotografare il mondo dei reati ambientali in tutta Italia. "Una fotografia unica - ha spiegato il sostituto procuratore dela Direzione distrettuale antimafia di Bari, Renato Nitti -, perché a livello europeo non esiste un'analisi così approfondita del fenomeno". Il documento è stato presentato questa mattina nella sede di Legambiente Puglia anche dal presidente dell'associazione Francesco Tarantini,  dal Comandante della legione Carabinieri Puglia Giovanni Cataldo, dal comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Bari Giovanni Misceo e dal Comandante R.O.A.N. della Guardia di Finanza Regione Puglia Antonello Maggiore.

L'area metropolitana barese ottiene anche una seconda maglia nera: è tra le prime 10 in Italia (ottava) per i reati legati al mondo della fauna, come corse clandestine dei cavalli, combattimenti clandestini, traffico di animali da compagnia e commercio illegale di specie protette. In totale sono 179 le infrazioni, il 3 percento del totale a livello nazionale. Tante poi le operazioni delle Forze dell'ordine a contrasto degli illeciti ambientali che hanno coinvolto la provincia. Tra queste c'è “Our milk?”, che ha portato i carabinieri a sequestrare oltre 1.500 Kg di prodotti caseari perché privi del sistema di tracciabilità inerente l’origine del latte utilizzato

Anche a livello regionale il rapporto fotografa una situazione non confortante: la Puglia è sul podio per il numero di reati ambientali (terza posizione con 2339 illeciti) e per il numero di persone arrestate (con 35 arresti la Puglia ottiene il primo posto in Italia). Nonostante questo, dall'introduzione della legge 68 sugli ecoreati qualche segnale positivo c'è: il totale di reati ambientali (25589) è sceso rispetto all'anno scorso del 7 percento.

"La Puglia conquista anche il podio nei reati riguardanti il cemento, i rifiuti e la fauna - commenta il presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini -. Adesso per continuare a contrastare le illegalità ambientali bisogna puntare sui decreti attuativi della legge di riforma delle Agenzie regionali e su una nuova legge a salvaguardia della fauna protetta". Aspetto centrale su cui ripartire è poi il contrasto all'abusivismo edilizio, soprattutto sulle coste. "Gli abbattimenti - conclude Tarantini - sono pochi e sporadici e solo di iniziativa delle Procure".

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