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Dal catering bio solidale alle serre idroponiche domestiche, Legambiente racconta i 'green jobs' baresi

Questa mattina in Consiglio regionale è stata annunciata la guida, con 42 aziende in tutta la Puglia che puntano sulla sostenibilità e l'innovazione ambientale

C'è l'azienda che realizza catering con prodotti bio, quella che permette di creare orti idroponici in casa o il caseificio attento a ridurre gli sprechi. E ancora: chi rigenera computer e periferiche usate e chi dai pneumatici fa nascere una brecciolina utilizzata anche per i campi da calcio. Tante esperienze innovative, con un punto in Comune: l'essere 'green', ovvero sostenibili a livello ambientale.

Go green Apulia, Go!

A mappare i 'green jobs' pugliesi è stata l'associazione Legambiente, che negli ultimi due anni ha messo in campo, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il progetto Go green Apulia, Go! Obiettivo dell'iniziativa è appunto far emergere le buone pratiche in tutta Italia che puntano sul preservare l'ambiente e utilizzarne in modo coscienzioso le risorse per fare economia e non distruggerlo. I risultati pugliesi sono stati presentati in mattinata in Consiglio Regionale dal presidente di Legambiente, Francesco Tarantini, dal presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, e da Salvatore Laconico, in rappresentanza di Confindustria Puglia e l'assessore alla Formazione e Lavoro, Sebastiano Leo.

I Green jobs baresi

Una guida di 65 pagine con 42 diverse esperienze in tutta la Puglia, che vedono anche tante aziende innovative anche su Bari e nella provincia. Tra le idee presentate, nell'ambito agricolo c'è ad esempio Apulia Kundi, impresa di Grumo Appula che coltiva la spirulina, una microalga di colore verde-blu ricca di proteine, amminoacidi essenziali, vitamine e minerali, e Ta' Rossa agricola, che a Bari coltiva la terra con consumi limitati di energia fossile e senza l'utilizzo di erbicidi e pesticidi, con un occhio alla formazione anche di imprenditori a questo modello virtuoso.

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Va citata poi Bigood catering bio-solidale, che come suggerisce il nome utilizza nelle sue ricette prodotti biologici, ortaggi in via di estinzione ed erbe spontanee e Regreen, azienda di Conversano che ha realizzato il primo sistema di riciclo automatizzato in Italia per ridurre la produzione di plastica e alluminio. Occhio attento al mondo della natura anche nel mondo dell'abbigliamento, grazie a Majra moda maglieria, che alleva il bestiame da cui ottiene la lana in allevamenti non intensivi e che utilizza colorazioni di tipo naturale per i suoi abiti. Non mancano esperienze di produzione da scarti, come la Corgom di Corato - che realizza dai pneumatici usati un brecciolato per rivestire pavimentazioni antifortunistiche e campi da calcio - o la Eggplant di Polignano a Mare, che rigenera le acque reflue per produrre bioplastica.

"Bisogna realizzare un osservatorio"

"Sono tante le imprese green in Puglia - ha spiegato Tarantini - come indicato nel rapporto GreenItaly: ben 22mila le aziende che hanno fatto ecoinvestimenti. Da qui la richiesta alla Regione di istituire l'Osservatorio permanente sulla green economy, come già avvenuto in altre regioni, ad esempio l'Emilia Romagna".

Un'idea presa in considerazione dall'assessore Sebastiano Leo, che ha anche annunciato per giovedì prossimo la determina per il bando delle nuove figure professionali. "Gli enti di formazione professionale - ha spiegato - potranno così presentare progetti per formare nuove figure nel mondo del lavoro, che andranno a confluire in uno speciale albo regionale".

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