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Truffe casa vacanze: come riconoscere un annuncio fasullo

Come evitare di cadere vittima di truffe quando si cerca una casa per le vacanze: i consigli utili

Le vacanze sono alle porte, dobbiamo trovare una casa al mare o in montagna e navighiamo in rete alla ricerca dell'annuncio perfetto. Ma dietro un annuncio per una casa vacanza si può nascondere una truffa: inserzioni fasulle, immagini finte, richieste di caparra su carte ricaricabili. Questi sono i diversi i segnali che ci permettono di capire che siamo davanti ad una bufala. Per evitare di perdere i soldi e quindi la possibilità di fare anche anche la vacanza esistono degli utili consigli che ci aiutano ad avere gli occhi aperti e a non essere vittime di un raggiro.

Come evitare le truffe 

Dieci mosse da incrociare perché nessuna da sola è a garanzia della veridicità dell’annuncio. Nell’insieme però rappresentano uno strumento per stare tranquilli o per allarmarci.

  1. Effettuare la visura catastale. La visura catastale è un modo semplice e poco costoso che smaschera l'imbroglione più incallito. Lo fa un un agente immobiliare in pochi minuti attraverso il programma “Sister” dell’Agenzia delle Entrate, per il quale occorre il codice fiscale del proprietario. 
  2. Controllare l'annuncio. Spesso accade che i truffatori prendano annunci reali pubblicati da altri, magari dai legittimi proprietari, si impossessino delle informazioni e delle foto, riproponendo lo stesso annuncio su altri siti. Per verificare che  i proprietari nei vari portali siano sempre gli stessi o se cambino da un sito all’altro, occorre inserire le immagini dell’annuncio su Google Image: scopriremo subito l'arcano.
  3. Attenzione a caparre e metodi di pagamento. Quasi tutte le truffe si consumano attraverso caparre del 50% su ricariche Postepay. Per quanto la caparra sia legittima non dovrebbe mai essere superiore al 20%. I truffatori sanno che chiedere una caparra del 50% farebbe insospettire e per questo sono i primi a ribassarla per conquistarsi la fiducia del malcapitato,. Il consiglio è pagare tramite bonifico. Con l’iban si possono fare alcune ricerche in modo da capire a chi appartiene il conto su cui stiamo per versare i nostri soldi. 
  4. Verificare l'identità dell'inserzionista. Nome e cognome su internet o su Facebook per capire se la persona esiste davvero e se si trattasse di un truffatore potrebbero saltare fuori recensioni negative sulla persona.
  5. Occhio al prezzo. Sul web aumentano le occasioni di prezzi competitivi ma anche le possibilità di cadere in imbrogli. Super ville a prezzi stracciati devono sollevare dubbi. Occorre guardare se l’abitazione è in linea con il resto del mercato.
  6. Chiedere altre foto e le coordinate. Nel dubbio meglio chiedere al proprietario altre foto della casa, di dettagli e particolari che chi è in possesso dell’appartamento non dovrebbe avere troppe difficoltà a mandarvi. Le coordinate servono per localizzare l’appartamento e capire dove si trova attraverso street view.
  7. Insistere per un incontro. È un buon metodo per capire le reali intenzioni di chi ci sta per affittare casa, anche se non si ha una reale possibilità di recarsi sul posto ci permette di capire l’altra parte come reagisce.
  8. Farsi mandare i documenti. Non è una garanzia perché potrebbero essere documenti falsi o rubati. Non è insolito che chi finisce in una truffa di questo tipo abbia poco dopo problemi con il furto della propria identità, in seguito appunto all’invio dei propri documenti. Neanche la formulazione di un contratto mette al riparo da una possibile truffa perché una volta consumato il raggiro la persona sparisce e di fatto quel nome e cognome o sono inventati o appartengono ad un’altra persona.
  9. Chiedere un telefono fisso. I cellulari sono difficilmente rintracciabili. Appena un colpo viene messo a segno i cellulari vengono disattivati e la persona non è più raggiungibile
  10. Verificare l'Ip di una mail ricevuta. Verificare da dove è stata inviata una mail. Basta aprire il messaggio, cliccare su ‘messaggio originale’, copiare l’indirizzo ip e inserirlo in un sito per verificare la località dell’ip (iplocation.net) e scoprire se coincide o meno con quella dell’inserzionista. Da sola questa operazione non è detto che funzioni perché dipende da dove è ubicato il server su cui si appoggia il servizio di posta elettronica del mittente.

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