I fasti dell'arpa barocca al Conservatorio di Musica di Bari

Masterclass sull'arpa barocca al Conservatorio "N. Piccinni" di Bari. Per la prima volta in un Conservatorio della Puglia sarà possibile vedere e suonare la copia di un'arpa del Seicento a tre file di corde

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

I fasti e lo splendore dell'arpa barocca

al Conservatorio "N. Piccinni" di Bari

Masterclass di Chiara Granata, Conservatorio di Bari 15, 16 e 17 settembre

L'arpa è uno strumento antichissimo. La sua semplicità lo ha reso compagno onnipresente nella storia dell'umanità: non c'è infatti civiltà al mondo o nella storia dell'essere umano che non abbia conosciuto una forma seppur rudimentale di questo strumento.

Forse però il periodo di maggiore splendore lo ha avuto in Italia nel Cinquecento e nel Seicento. Cronache e documenti di archivio dell'epoca testimoniano il sontuoso passato di questo strumento, la sua diffusione e la passione che principi, sovrani, mecenati, musicisti e compositori nutrivano nei suoi confronti. L'arpista di corte godeva di privilegi che altri stipendiati non avevano: ottimi stipendi, la dote (nel caso delle signore), abitazioni, corredi di ottima fattura e strumenti musicali costruiti dai più apprezati liutai dell'epoca. Ciò era fatto per accaparrarsi gli interpreti più bravi, in un'epoca in cui la musica era considerata uno status simbol. La considerazione dei musicisti era tale che in occasione di particolari festeggiamenti (matrimoni, nascite di primogeniti, ecc.) oltre a doni di ogni tipo si usava inviare i musicisti della propria corte per omaggiare anche con la musica i festeggiati e per ostentare la propria "grandezza".

Dalla fine del Cinquecento e per tutto il Seicento l'arpa fu inoltre ampiamente usata nelle prime opere (o melodrammi) dell'epoca e negli oratori. Non solo perché il suo suono era considerato particolarmente adatto per accompagnare il canto, ma anche per il suo aspetto estetico e per il suo valore altamente simbolico. Se infatti da un lato le arpe dell'epoca erano capolavori artistici di incredibile bellezza, dall'altro richiamavano alla memoria la cultura greca, con i miti di Achille, Orfeo e Archimede Pitagorico. Parallelamente l'arpa era anche uno dei maggiori simboli della Chiesa cristiana, in quanto Re David era solitamente rappresentato nell'atto di suonare un'arpa per ammansire il leone.

La Masterclass di Chiara Granata tratterà la storia dell'arpa barocca nei diversi paesi europei e l'uso dello strumento come basso continuo. Verranno analizzati brani solistici e per la prima volta in un Conservatorio della Puglia sarà possibile sperimentare i rudimenti della tecnica per arpa antica sulla copia di uno strumento del Seicento a tre ordini di corde.

Per informazioni: lucia.bova@katamail.com , ardimusa.bari@gmail.com

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