Il Papa a Bari

La nota dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti sull'evento di domenica 23 febbraio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

COMUNICATO STAMPA Bari, provincia del Vaticano. 21 febbraio 2020. Sarà pure che la manifestazione si chiama “Mediterraneo frontiera di Pace”, ma la città di Bari pare piuttosto in assetto di guerra. L’occasione è papa Francesco a Bari; ma non solo lui: qui si sta svolgendo anche la Conferenza della CEI, e tutto il centro città si blocca per 200 vertici del clero che fanno riferimento a uno Stato estero. A chi minimizza dicendo che in fondo si tratta di poche strade, sia pure centrali, rispondono proprio i residenti, credenti e non, maggiormente penalizzati dalla blindatura di tutto un ampio perimetro che va dal Teatro Margherita, Lungomare Vittorio Veneto, corso Vittorio Emanuele II da accessi compresi tra via Marchese di Montrone e via Andrea da Bari, fino a piazza Massari e strade limitrofe; blocco della circolazione stradale privata e pubblica; isolamento di fatto di tutta la città vecchia; paralisi degli esercizi commerciali; divieto di dehors. Siamo in guerra, “per la Pace”? 700 uomini e donne delle forze di polizia, fino ai cecchini sui terrazzi: il che significa che nelle periferie potrebbe esserci minore vigilanza. Neanche dovessimo ospitare il monarca di uno Stato teocr… Ah, ecco: ospitiamo proprio il monarca di uno Stato teocratico: lo Stato della Città del Vaticano. Che – vogliamo ben ribadirlo – non ha mai sottoscritto la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e che rappresenta il principale ostacolo per i diritti civili di tutti. E tutto ciò ricade anche sui cittadini non credenti, costretti a subire spesso requisizioni di spazi pubblici per processioni e messe (come avvenuto di recente nel Teatro Comunale Piccinni per il santo protettore dei VV. UU). Nove i maxischermi per assistere anche a distanza a un rito che a molti cittadini resta completamente estraneo. Un Capo di Stato estero richiede attenzioni e provvedimenti straordinari, certo, ma la città di Bari è attrezzata anche per questo, con altri spazi capienti: dall’area Fiera del Levante allo stadio S. Nicola, e con ampi parcheggi. Perché non sono state adottate queste opzioni? E perché anche la riunione della CEI? Quanto spenderà fino alla fine il Comune di Bari per questa blindatura eccezionale? E poi la sistemazione delle barriere, l’illuminazione speciale, i costi occulti: quanto graverà alla fine, realmente, sul bilancio comunale, ovvero su tutti noi? Quanto perderanno in un’intera settimana i negozianti del centro, atteso che i vescovi non si attardano certo a fare shopping? Sono circa 50.000 i biglietti distribuiti dalle Diocesi per gli accessi, attraverso 20 varchi in città. In pratica, domenica gli unici ad avere diritto di libera circolazione saranno solo i cattolici. Ma la città è di tutti. Quando si comprenderà che la religione deve restare un fatto privato da vivere nell’intimità della propria casa e nei luoghi di culto ad essa dedicati? Quanto ai nostri due Capi, di Stato e di governo, i quali non si limiteranno ad incontrare un altro Capo di Stato, ma presiederanno anche alla messa, è il caso di ricordare loro che non siamo sudditi del Vaticano: se lo fossimo, saremmo anche esentasse. È il caso di ricordare loro che la UE ci intima di incassare gli arretrati ICI non versati dalla Chiesa. “È un piatto d’argento che la UE ci offre per recuperare una cifra superiore ai 4 miliardi di euro (stima dell’ANCI). Arduo spiegare perché le istituzioni della Repubblica non fanno nulla per incassarli”, si chiede Roberto Grendene, segretario nazionale dell’UAAR. È il caso di ricordare ai nostri Capi che essi rappresentano anche gli oltre 10 milioni di cittadini dichiaratamente non credenti, oltre i tanti altri talmente incuranti della religione da non dichiararlo neppure. È il caso di ricordare la vignetta di Mauro Biani: il sindaco è inchinato a 90° davanti al prelato che gli chiede se abbia perso qualcosa; gli risponde: “Solo la laicità”. Circolo UAAR di Bari

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