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L'Anmic per i suoi 60 anni a Montecitorio riceve medaglia del Presidente della Repubblica

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Grande emozione per la celebrazione del 60° Anniversario della fondazione dell'ANMIC, Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili, nella Sala regina di Palazzo Montecitorio a Roma alla presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti e del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Il Presidente nazionale Anmic Nazaro Pagano ha ritirato con commozione la medaglia del Presidente della Repubblica. Grazie all'impegno profuso lungo i suoi oltre sessant'anni di attività, l'Associazione ha promosso e contribuito, attraverso il continuo dialogo con le Istituzioni e le forze politiche, a conquistare molte delle leggi che attualmente tutelano i soggetti con disabilità e i loro familiari, nei diversi ambiti della vita. Presenti i Presidenti della Associazioni territoriali, tra cui Michele Caradonna Presidente ANMIC BARI

"Avete ottenuto grandi risultati, questi sessant'anni sono un traguardo importante ma rappresentano anche una sfida - ha dichiarato il Ministro Poletti - cioè quella di comprendere e interpretare i grandi cambiamenti e le evoluzioni tecnologiche per stare al passo con condizioni di disagio e immaginare sempre qualcosa di nuovo, in grado di misurarsi con queste situazioni. Abbiamo bisogno - ha aggiunto il Ministro- di costruire un'idea generale della condizione sociale dei nostri cittadini, mettendo assieme una serie di strumenti per costruire una società migliore, in grado di promuovere più opportunità nei confronti di tutti".

Nel corso dell'incontro fra le proposte, quella del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che, in merito al problema di come trovare i necessari finanziamenti e rivolgendosi al Ministro del Lavoro Poletti ha dichiarato: ''Così come abbiamo vincolato i fondi destinati alla salute, così andrebbero vincolati anche i fondi destinati al sociale, in modo che non vengano distolti per altre esigenze dalle Regioni''. Lorenzin ha quindi sottolineato come il ''secondo Patto per la Salute, che speriamo di fare il prossimo anno, deve essere puntato sulla continuità dell'assistenza socio-sanitaria, perchè l'assistenza - ha avvertito - non deve passare solo dagli ospedali, altrimenti il sistema salta''.

Durante la mattinata di celebrazioni, aperte dal Presidente nazionale Anmic Nazaro Pagano e moderate dal giornalista televisivo Franco Di Mare, sono state ripercorse, grazie alla proiezione di un filmato, le tappe più significative della storia dell'attività dell'associazione e, parallelamente, dell'avanzamento sociale e legislativo del Paese in materia di tutela dei disabili.L'ANMIC nasce a Taranto nel 1956, nell'Italia della ricostruzione economica e morale del dopoguerra, grazie al suo impegno e alle sue innovative battaglie sociali - dalle storiche "Marce del dolore" dei disabili (privi allora di ogni forma di tutela sanitaria o previdenziale) alle successive manifestazioni di piazza degli anni '60 e '70 - l'Associazione seppe aprire la strada al superamento dei pregiudizi e della discriminazione contro i cittadini più fragili e indifesi, all'epoca ignorati ancora dalle leggi dello Stato e spesso costretti alla carità. Una fase dunque cruciale della storia del nostro Paese che in questa cerimonia l'Associazione intende rievocare.

"Oggi, a distanza di 60 anni - spiega Michele Caradonna - da quelle prime fondamentali rivendicazioni che sono servite a conquistare tutta la normativa oggi vigente in materia di disabilità, l'ANMIC rimane una protagonista della società civile ed un fondamentale interlocutore delle Istituzioni nella costruzione di effettive pari opportunità per le persone disabili. Se non ci fosse stata la nostra Associazione, per la tutela e la rappresentanza di una categoria ancora molto fragile, mi chiedo quali traguardi sarebbero stati raggiunti nella complessa quotidianità delle persone diversamente abili. Purtroppo ancora oggi prendo atto, della grande difficoltà che incontriamo nel sensibilizzare le amministrazioni pubbliche alle problematiche della mobilità cittadina per le persone con disabilità fisiche. Non è affatto semplice far comprendere l'importanza di come debbano essere tecnicamente concepiti gli scivoli per strada, o la necessità di dotare tutti i mezzi pubblici di pedane per l'accesso alle carrozzelle, e potrei continuare ancora. Il nostro impegno non si ferma mai e non lascia spazio a false promesse o impegni disattesi da parte di certi amministratori. I diversamente abili sono cittadini che meritano rispetto e attenzione e, noi lavoriamo per l'affermazione dei loro diritti".

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