Donazione degli organi: Bari è tra le ultime 10 città d’Italia nella classifica del consenso

Il Sindaco è fiducioso: “i miei concittadini sapranno testimoniare la generosità della nostra terra”

Ebbene sì, esiste una classifica che determina se un Comune e i suoi cittadini si sono dimostrati più o meno virtuosi in tema di consenso alla donazione di organi e tessuti. Il momento cruciale di questa scelta è durante il rinnovo della carta d’identità, in cui si può dichiarare in vita all’operatore la propria disponibilità a donare organi e tessuti nel momento in cui non ci saremo più. 

La classifica è stilata ogni anno dal Centro Nazionale Trapianti (CNT) e si basa sul cosiddetto Indice del Dono, un valore calcolabile su parametri quali il tasso di consenso alla donazione e il numero di dichiarazioni rispetto alle carte d’identità emesse. 

In questa particolare classifica, la città di Bari, avendo ottenuto un Indice pari a 49,21/100 occupa la nona tra le ultime 10 posizioni, entrando quindi di diritto tra le grandi città meno virtuose d’Italia in tema di donazione degli organi e dei tessuti. Meglio va il dato provinciale che, con un Indice di 50,56/100, colloca la provincia al 60esimo posto su 107 province italiane. A livello regionale, invece, la Puglia si posiziona 16esima su 21 regioni italiane con un Indice del Dono pari a 48,73/100.

Un quadro non proprio incoraggiante, che dimostra come in Puglia e a Bari, in particolare, si può fare meglio e di più. Ed è per questo motivo che Antonio Decaro, Sindaco di Bari e Presidente Anci, afferma di essere “convinto che i concittadini sapranno testimoniare ancora una volta la generosità che contraddistingue la nostra terra e che il prossimo anno Bari possa migliorare la propria posizione nella classifica stilata dal CNT.”

Loreto Gesualdo, Coordinatore Trapianti della Regione Puglia, d’altro canto, mostra in maniera molto pratica quale sia il rischio di un alto tasso di opposizioni:

“Il Policlinico di Bari è sempre di più un centro di riferimento per la trapiantologia regionale e anche di alcune nazioni vicine nel mediterraneo come la Grecia. Ma senza il SI dei cittadini i medici non possono curare i pazienti in attesa di trapianto.”

Le opposizioni alla donazione rimangono, quindi, l’ostacolo più alto da superare, e lo si potrà fare agendo, ad esempio, nell’ottica di una maggiore sensibilizzazione della cittadinanza al consenso. Soluzione, questa, confermata anche da Gesualdo:

“In questi anni il Centro Regionale Trapianti si è occupato di formare diversi operatori dell’anagrafe dei comuni su tutto il territorio regionale per fare in modo che questi funzionari possano essere consapevoli dell’importanza del loro ruolo nel proporre al cittadino di esprimere la propria volontà quando rinnova la carta di identità.”

Opinione supportata anche dalle parole del Sindaco Decaro, che insiste sulla libertà di una scelta informata e consapevole:

“Quella della donazione di organi e tessuti è una scelta di solidarietà civile, che chiama in causa ognuno di noi per il bene della collettività. Rinnovo il mio impegno come Sindaco e come presidente dell'Anci a favorire una libera e informata decisione dei cittadini sulla donazione quando si rinnova la carta d'identità."

E allora, l’invito fatto dal prof. Loreto Gesualdo a tutti i cittadini è proprio questo:

“Dite sì alla donazione di organi, tessuti e cellule. Fate un gesto di solidarietà civile e aiutateci a curare chi è in attesa di trapianto.”

Un gesto, quello del consenso, che deve partire innanzitutto da una maggiore fiducia nel sistema di trapianti regionale e nazionale, che rappresenta un’eccellenza in Europa.

Nonostante la posizione non proprio ottimale in questa classifica la Puglia dei trapianti non si è mai fermata, anche in quest’ultimo anno segnato dalla pandemia, per garantire una cura ai pazienti in attesa di un organo. E, insieme alla regione, è stata proprio la città di Bari a dare i più begli esempi dell’importanza di un consenso dato in vita. Proprio pochi giorni fa, è stato, infatti, realizzato un delicatissimo intervento su un ragazzo affetto da un deficit cognitivo grave associato a sordità e cecità, per il quale sono stati coinvolte più di 5 équipe e 64 professionisti sanitari del Policlinico di Bari. E, in pieno lockdown, sempre a Bari, una donna greca di 59 anni ha potuto ricevere un trapianto di fegato che le ha permesso di continuare a guardare al futuro con speranza.

E allora, dire SI alla donazione significa riporre piena fiducia in un sistema trapianti sicuro e d’eccellenza come quello italiano, che permette ogni giorno di salvare le vite di tanti pazienti ancora in attesa di trapianto.

In Evidenza

I più letti della settimana

  • Il nuovo Dpcm in arrivo e le regole fino a Pasqua. Ristoranti, parrucchieri, cinema: ecco cosa prevede la bozza

  • Fiorello racconta a Sanremo del suo militare a Bari: "Mi presentai in caserma così come venivo dal villaggio"

  • Ultima ora: colpi d'arma da fuoco esplosi all'interno di un'auto

  • In arrivo oltre mille nuove assunzioni per la Regione Puglia, c''è l'accordo con i sindacati: "Concorsi in tempi brevi"

  • Draghi ha firmato il nuovo Dpcm per combattere il Covid: tutte le regole dal 6 marzo al 6 aprile

  • Vaccini Covid, Lopalco: "Con limiti ad Astrazeneca dosi non utilizzabili per soggetti fragili, ecco perché somministrazioni ad altre categorie"

Torna su
BariToday è in caricamento