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Salta il trattamento di fine mandato, marcia indietro dei consiglieri regionali: voto unanime per l'abrogazione

Abrogato nella seduta odierna l’articolo 3 della legge regionale n. 27 del 6 agosto scorso, con cui, a ridosso delle ferie estive, era stato reintrodotto l'assegno di fine mandato, scatenando polemiche e dure critiche da parte dell'opinione pubblica, per la reintroduzione di un'indennità che era stata abolita nel 2012

Il tanto dibattuto trattamento di fine mandato per i consiglieri regionali è stato abrogato. La decisione, come preannunciato ieri dopo settimane di polemiche e di condanne da parte dell'opinione pubblica, è arrivata durante la seduta odierna del Consiglio: tutti i rappresentanti del 'Parlamentino' regionale hanno votato per l'eliminazione dell'articolo 3 della legge regionale n. 27 del 6 agosto scorso, con cui era stata reintrodotta l'indennità.

L’abrogazione è avvenuta per mezzo di un emendamento al disegno di legge contenente il riconoscimento di debiti fuori bilancio, presentato dalle forze di opposizione e subemendato in Aula dalla maggioranza, "con cui si è provveduto - si legge in una nota del Consiglio regionale - oltre all’abolizione del TFM, anche ai suoi effetti con riguardo alle eventuali istanze medio tempore, presentate ai sensi della legge regionale approvata dallo stesso Consiglio nella seduta del 27 luglio": ovvero, l'assegno sarà negato anche a coloro che nel frattempo hanno già depositato la richiesta.

Non è stato invece accolto un secondo emendamento, di Fratelli d'Italia, col quale si chiedeva la cancellazione di tutte le nomine fatte dalla Giunta Emiliano nelle società partecipate, e dei consiglieri dello stesso presidente. Per protestare contro la mancata approvazione di quest'ultimo emendamento, Fdi ha abbandonato l'Aula.

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