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Abusi edilizi a Modugno, Magrone presenta delibera: "Riportare la città alla legalità"

Il provvedimento del sindaco dopo le irregolarità messe in luce dalla Regione: per 15 anni nella cittadina si è costruito secondo norme illegittime. La delibera sarà discussa il 25 agosto dal Consiglio comunale, anche se una analoga è stata già bocciata alcune settimane fa

"Non si scappa dal riportare la città alla legalità di ‘abusi’ edilizi. È l’ultima spiaggia. La strada è tracciata e bloccare la comunità o andare avanti è una scelta del Consiglio comunale".

Il sindaco di Modugno, Nicola Magrone, è determinato a proseguire il percorso intrapreso, e questa mattina ha presentato all stampa la sua proposta di delibera per il "ripristino della legalità" nel campo dell’edilizia. Il provvedimento del primo cittadino nasce dalle forti irregolarità emerse due mesi fa: in pratica, nella cittadina per 15 anni si è costruito sulla base di norme illegittime perché mai approvate dalla Regione Puglia.

Con la delibera presentata oggi, il sindaco chiede al Consiglio comunale, come richiesto dalla Regione stessa, di revocare definitivamente quelle norme o di riadottarle seguendo l’iter di variante che le sottopone all’approvazione della Regione. Il provvedimento sarà discusso in aula il prossimo 25 luglio, sebbene già a giugno scorso un'iniziativa simile del primo cittadino sia stata già bocciata dalla stessa maggioranza.

Ma Magrone fa sapere di non avere nessuna intenzione di tirarsi indietro, anche a costo di non essere più sindaco, e lancia un chiaro messaggio ai consiglieri: "Non si può pretendere che io finga di non vedere e non sentire, come hanno fatto le amministrazioni passate, pur di mantenere la maggioranza, e di conseguenza la carica di sindaco, a tutti i costi. Lo devo al paese, a tutela non dell’amministrazione, ma di tutti cittadini di Modugno. Questo giustifica che io persegua questa richiesta di legalità fino in fondo".

"Se il consiglio comunale, ancora una volta, non darà risposte concludenti – avverte Magrone in una nota - certamente la Regione provvederà da sé con un commissario ad acta. Se questa delibera non dovesse venire approvata o discussa, io la manderò comunque alla Regione".

Allo stesso tempo, però, il sindaco ha garantito che la revoca delle norme illegittime non avrà alcuna conseguenza su quanto realizzato finora. "Ciò che è sinora è stato fatto – afferma – è fatto, ciò che è costruito è costruito, ciò che è realizzato è realizzato. Non si può chiedere conto ai cittadini di norme illegittime con cui hanno operato le amministrazioni precedenti, non si possono toccare diritti acquisiti". "Noi – continua Magrone – abbiamo bisogno di riaffermare il principio che siamo per fornire diritti certi ai cittadini e perché i lavoratori dell’edilizia continuino a lavorare, perché il lavoro continui a essere assicurato ed anche lo stesso sviluppo edilizio, che ci siano norme definitivamente ritenute legittime. È questo equilibrio che va trovato, è questa la ginnastica difficilissima". "Dal Consiglio comunale, dai consiglieri, invece – sottolinea – può arrivare il vero blocco del paese. Se vogliono far deragliare Modugno io non posso seguirli. E così, mentre si ricostituisce il Prg con norme tecniche e cartografia, la soluzione dell’amministrazione prevede che si rimetta sui binari un treno deragliato e lo si riporti alla sua naturale stazione di destinazione".

"La nostra preoccupazione primaria – ha continuato il sindaco – è stata dunque sinora anche quella di ricostituire uno strumento urbanistico che fosse un punto di riferimento certo, perché dove non c’è certezza nelle norme “è lì che si annida la libertà interpretativa” nelle risposte ai cittadini. Questo, in attesa che si possa redigere finalmente il Piano Urbanistico generale (Pug), al quale siamo stati noi, vorrei sottolinearlo, a dare impulso con atti di indirizzo di giunta, nonostante il Piano sia un obbligo di legge da vari anni: siamo noi ad aver sollecitato quel Pug, che oggi alcuni invocano come fosse un rimedio a questa situazione contingente, ancora una volta strumentalizzando e fingendo di non sapere che per metterlo a punto occorrerà qualche anno”. “Quella che noi abbiamo disposto – ha detto ancora, a proposito della situazione contingente – non è assolutamente una sospensione dell’attività edilizia, è una sospensione che la pubblica amministrazione dà ai tecnici dei termini che essa ha entro i quali deve rispondere: questo, per consentire la continuità della risposta ai cittadini contemporaneamente col difficile lavoro, che si sta svolgendo, di ripristino di uno strumento urbanistico certo".

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