Politica

Alfonso Pisicchio vice sindaco di Bari: viviamo una stagione di grigi.

La politica si riappropri del suo ruolo propositivo. basta leaderismo esasperato e populismo

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

"Sogno una politica che abbia una funzione, che badi a grandi questioni, che costruisca lavoro e capitale sociale" è questo il desiderio di Vito, un cittadino di Bari intervenuto all'affollatissimo incontro pubblico (hashtag della serata, #coloriamobari) con il vice sindaco Alfonso Pisicchio a Bari.

"La politica non è per tutti, ha poi ribattuto Andrea, occorre una politica seria - ha detto guardando Pisicchio - una politica che ci faccia guardare con maggiore ottimismo al presente e al futuro".

Massimiliano, Dino, Michele, Carla, Rino sono solo alcuni dei nomi di coloro che hanno dialogato con Pisicchio di cultura, turismo, lavoro, welfare e associazionismo. Tante le questioni affrontate.

Pisicchio immerso nei loro discorsi ha poi spiegato che Bari "ha bisogno di essere colorata da tutti noi, dalle idee, dai progetti, dai sogni e dall'impegno comune". Ai giornalisti che gli chiedevano il perché di una fotografia in bianco e nero a rappresentare una città elegante ma nel contempo austera, ha risposto che "la Città ha bisogno di riprendere colore, perché questa è una stagione di grigi. La politica sta abdicando al suo ruolo del fare proposte, dell'avere visioni e sviluppare progetti e l'ha sostituito con il populismo, il leaderismo esasperato, il marketing politico a slogan e spot".

"In questi giorni" - ha detto Alfonso Pisicchio - "stiamo assistendo al proliferare di autocandidature, investiture o presunte tali, richieste muscolari di primarie senza spiegare ai cittadini con quali idee, con quali regole; con una sola, triste costante: la mancanza di contenuti".

E poi ai numerosi candidati sindaci un monito-consiglio: "la politica non sia un gioco, soprattutto quando riguarda la vita di una città come Bari e dei suoi cittadini". Nel raccontare la sua esperienza politico-amministrativa si è detto "orgoglioso, soprattutto in una stagione come questa, in cui l'idea della politica si declina con quella dell'etica pubblica violata, dell'interesse personale o, peggio, dell'INCIAMPO GIUDIZIARIO".

"In tanti anni di esperienza politica elettiva (al Comune di Bari, alla Provincia, alla Regione), nell'amministrazione di aziende pubbliche" - ha continuato Pisicchio - "mai il mio nome è stato associato a questioni "immorali" o a situazioni di cui la Magistratura abbia avuto ad occuparsi".

Ha poi condiviso con il pubblico presente la sua esperienza da Presidente dell'Amgas srl: "quando mi fu affidata la responsabilità della società AMGAS srl mi trovai in una situazione a dir poco critica, lasciatami in eredità da un certo modo di fare politica. La società era al collasso e rischiava seriamente di essere svenduta. La grande maggioranza dei lavoratori era precaria e fortemente demotivata. Avevo un impegno importante: ridare speranza e dignità a loro e rilanciare la società. Bene, in poco meno di due anni siamo riusciti a fare di quella società il gioiello del comune di Bari, dando certezza ai lavoratori sul loro fututo, realizzando un sogno che sembrava impossibile e riconsegnando alla città e ai suoi cittadini una società di eccellenza".

.Sul futuro spiega che "l'amministrazione comunale deve saper tracciare la strada e raccordare tutti gli interventi - pubblici e privati - all'interno di un grande disegno di cui possa farsi garante. E questo disegno si deve declinare con CULTURA, CON L'ASSETTO URBANISTICO, CON L'ANTICA VOCAZIONE COMMERCIALE DI BARI, CON LA SUA FIERA, CON LE SUE UNIVERSITA', CON LA RIAPPROPRIAZIONE DI UN RAPPORTO, MAI COMPIUTAMENTE RISOLTO, CON IL SUO MARE".

"Abbiamo a disposizione circa 22 km di costa" - ha continuato il vice Sindaco come un fiume in piena - "una risorsa estetica straordinaria che va valorizzata nell'ambito di un disegno organico dell'Amministrazione comunale, capace di utilizzare e promuovere l'iniziativa dei privati all'interno di una precisa visione della sua urbanistica per la riappropriazione residenziale della linea del mare. Bari citta di cultura. Capitale meridionale del cinema? Perché no. Alcune generazioni di questa città hanno dimostrato una speciale attitudine per il cinema. Pensiamo a Sergio Rubini, Cirasola, a Carmela Vincenti, Gianni Ciardo. A Piva, Costantino, Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo. E come dimenticare, infine, i campioni di incassi di tutti i tempi: Luca Medici, alias Checco Zalone, e Gennaro Nunziante. Sono generazioni di baresi, ragazzi ed ex ragazzi, cui Bari, almeno quella ufficiale, quella delle istituzioni pubbliche, non ha dato niente. Eppure hanno dimostrato una ostinata vocazione che trova una radice poetica in questa città. Sarà forse per la sua luce, sarà per il colore del suo mare o per il suo profumo, in questi artisti possiamo trovare una traccia comune di Bari.

Perché, allora, non pensare in grande e su quella traccia immaginare una sorta di nostra Cinecittà, capace di offrire possibilità alle produzioni, cogliendo anche la buona attenzione che sempre più di frequente la Puglia sta ricevendo dal mondo del cinema con l'allestimento nel suo territorio di produzioni cinematografiche? Dobbiamo razionalizzare e sistematizzare le risorse e le possibilità candidando Bari a riferimento della cinematografia dell'area mediterranea, con un Festival aperto alle culture emergenti anche della sponda meridionale.

Ma cultura significa anche teatro, arti visive, musica, spazi museali, sperimentazioni che il fervido universo giovanile svolge con intelligenza creativa. Significa anche recuperare "contenitori" gloriosi che non contengono più niente, come il Kursaal Santalucia e l'Auditorium Nino Rota.

Ho parlato del mare e della cultura, finora. Certo, i temi e gli àmbiti da affrontare sono molteplici in una città importante e complessa come Bari: vedi l'ambiente, la mobilità urbana, l'offerta dei servizi al cittadino e alle imprese, una politica sul Welfare realmente giusta e solidale, il turismo, il commercio. Una Città che nel prossimo tempo dovrà ripensare il suo ruolo istituzionale come città metropolitana, con tutte le conseguenze e responsabilità che ne deriveranno, deve farsi trovare pronta. Tuttavia il tempo è tiranno e non ci permette, questa volta, di parlare di questi temi; vi assicuro che avremo occasione per continuare a ragionare. In conclusione ad una giornalista che nelle scorse settimane, al momento della pubblicazione della sua lettera alla città gli chiedeva quale fosse la notizia in quella nota, lui ha risposto : in realtà le notizie sono due: la prima è che finalmente abbiamo cominciato a parlare di idee; la seconda, rivolta soprattutto agli amici di viaggio di questi 5 anni, è IO CI SONO".

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