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Amianto nella ex cementeria di Modugno, la replica dei Verdi

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

In riferimento alla replica dell’assessore all’ambiente del Comune di Modugno al Comunicato dei Verdi riguardante contaminazione da amianto proveniente dalla cementeria Italcementi di Modugno, riteniamo opportuno puntualizzare e chiarire alcuni aspetti delle dichiarazioni dello stesso assessore.

 

Circa l’intervento del NOE. Questo accertamento è avvenuto non certo per sua richiesta, bensì per incarico del  Magistrato dott. Rizzo a seguito della denuncia presentata dall’associazione Italia Giusta, da Sudcritica e dai Verdi (N° Proc. Pen. ……… art. ……. C.P.). E’ evidente che,  furbescamente, questo assessore cerca strumentalmente di  incunearsi  in una pratica già avviata da altri, pubblicizzandone così l’intervento “ad usum delphini”.

 

Per quanto riguarda la garanzia che potrebbe dare ai cittadini l’apertura del procedimento penale di cui sopra, riguardante la presenza di amianto, è evidente che i tempi della magistratura, certo non possono garantire l’immediata tutela della salute pubblica. Un caso emblematico, riguardante proprio i danni da amianto, sono  le sentenze Eternit e  Fibronit giunte dopo svariati decenni dalle contaminazioni.

 

Circa le analogie con il procedimento penale riguardante l’inceneritore, ricordo all’assessore che nel decreto di sequestro  di quell’ impianto di incenerimento rifiuti, il magistrato inquirente scrisse di “atti amministrativi illegittimi  rilasciati dal Comune di Modugno”, il che la dice lunga sulla posizione dell’Amministrazione di Modugno nel procedimento stesso dell’inceneritore. Insomma anche in quel procedimento qualche ombra sull’operato dell’amministrazione comunale di Modugno non è difficile notarla……

 

Inoltre il Comune di Modugno ed il suo assessore-scrittore di testi che lui definisce di livello nazionale ed  internazionale, ignorano (?)  che questa cementeria è, ai sensi del DM 5 settembre 1994, inserita nell’elenco delle industrie insalubri di cui all’art. 216 del TU delle leggi sanitarie, pertanto in caso di demolizione si sarebbe dovuta   predisporre una procedura prevista per questo tipo di industrie e non certamente una selvaggia demolizione con una furbesca semplice licenza di demolizione. E poi si sta procedendo a demolizione perché e per fare cosa? Tutti quesiti a cui chiaramente si evita di fare chiarezza. 

 

 

Per quanto riguarda poi la presenza  o meno dell’amianto dopo il 2007 nel sito della cementeria di Modugno, invito l’assessore a leggersi la Relazione di Servizio inerente il sopralluogo effettuato, in data 18 maggio 2010, presso la Cementeria Italcementi spa con stabilimento in Modugno”, relazione firmata dal Tpa dott. Nicola Gagliardi:

[…] il sopralluogo è mirato alla verifica della corretta applicazione del Piano di lavoro di bonifica della coibentazione di rivestimento delle tubazioni e degli impianti termici presenti nell’opificio (amianto in matrice friabili). […]

[…] si è proceduto ad una ispezione dei luoghi in cui è già stata effettuata la bonifica dell’amianto in matrice friabile.

[…] durante il sopralluogo, [sono] in corso lavori di demolizione dei corpi di fabbrica del reparto forni e del reparto macinazione del cotto, per cui si può procedere alla ispezione soltanto del reparto macinazione del carbone e del fabbricato in cui è allocata la torre di elevazione della farina.

Nel reparto di macinazione del carbone sono ancora allocati tutti gli impianti termici e macchinari, ormai fuori uso, in cui sono presenti flange di collocamento, le cui guarnizioni sono costituite, molto probabilmente, da amianto in matrice friabile.

Nel piano di lavoro precedentemente citato, si fa riferimento esclusivamente alla rimozione della coibentazione esterna degli impianti e tubazioni che, ad un esame visivo, risulta essere completamente rimossa. Non si fa alcun riferimento alle guarnizioni ed alle malte interstiziali dei forni che dovranno essere caratterizzate, nel più breve tempo possibile, prima dell’abbattimento dei fabbricati.

Si rende necessaria inoltre una precisa mappa del rischio di amianto ancora in essere al fine di, in caso di presenza, redarre un’apposito ed ulteriore piano di bonifica. Lo stesso vale per gli impianti rimossi dai corpi di fabbrica che sono stati demoliti

Tutte prescrizioni, quelle del dott. Gagliardi, che non sono state affatto rispettate: dov’è la caratterizzazione prima dell’abbattimento dei fabbricati? Dov’e’ la mappa dell’amianto ancora in essere” per il piano di bonifica del 2010-2011? Dov’e’ il piano di bonificaper gli impianti rimossi dai corpi di fabbrica” che all’ispezione del 18 maggio 2010 risultavano già demoliti?  

Infine se questo  assessore   dovesse avere dubbi sulle relazioni del dott. Gagliardi sarebbe opportuno che vada a leggersi il “DPRU di Modugno” Documento Programmatico per la Rigenerazione Urbana di Modugno”  approvato proprio da tutti i suoi compagni di avventura amministrativa (Sindaco, Giunta, e Consiglio Comunale) nel luglio 2011 e presentato  alla Regione Puglia per ottenere fondi europei e, dalla Regione stessa, ammesso a finanziamento   (2.987.000 euro - il 20 settembre 2011). Ebbene a pag. 45 il sito in questione viene così descritto:’“area della ex cementeria una vera e propria polveriera ecologica per la presenza di manufatti in amianto".

 

Modugno, 21 aprile 2012

 

 

 

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