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"Ondata 12 volte peggio". Emiliano tuona sul Covid: "Cosa abbiamo fatto ad agosto? Abbiamo curato le altre malattie"

Nelle dichiarazioni programmatiche Michele Emiliano ha riservato un passaggio anche al capitolo 'Sanità' e all'emergenza epidemiologica

Quest'oggi, giorno in cui tra i banchi della Regione Puglia è ufficialmente cominciata l'attività consiliare della undicesima legislatura, durante l'intervento relativo alle dichiarazioni programmatiche, il presidente Michele Emiliano ha riservato un passaggio alla situazione epidemiologica rispetto alla prima ondata, "questa è 12 volte peggio", e ha provato a rispondere alla domanda di chi da alcune settimane gli rimprovera di aver sottovalutato l'evoluzione del virus. "Ecco cosa abbiamo fatto ad agosto".

"Speriamo di poter implementare – e dobbiamo farlo in modo progressivo – i presìdi territoriali assistenziali, il potenziamento delle attività specialistiche ambulatoriali, la valorizzazione dell’approccio di genere nella cura (è un punto sul quale ci siamo intrattenuti a lungo), e avere un unico Piano integrato sociosanitario, mettere insieme welfare e sanità, senza sovrapporre e senza fare confusione, ma avendo un forte approccio integrato, può essere estremamente importante; l’estensione dei programmi vaccinali per tutte le età, la prevenzione. Però tutte queste cose camminano su quelle persone di cui ha parlato Loredana, quelle persone che, mentre noi stiamo qui adesso a parlare di tutte queste cose pur importantissime… Chiariamolo, qui reggiamo perché ognuno di noi fa il suo lavoro, nessuno ha avuto la tentazione in questi mesi di fare una gerarchia tra quelli che sono più importanti e quelli che sono meno importanti, però ce ne sono alcuni che si stanno sottoponendo ad una sofferenza che, anche dal punto di vista tecnico-scientifico, è molto più gravosa di quella che ordinariamente si richiede a chi lavora. Mi riferisco a tutto il nostro personale sanitario. Personale sanitario che, per quanto ci stiamo sforzando di fare nuove assunzioni, e ne abbiamo fatte tantissime, ha però un limite tecnico. Come voi sapete, non riusciamo a trovare figure professionali, al di là degli elenchi che danno nelle trasmissioni televisive e che poi sono tutt’altra cosa rispetto alle reali possibilità di assunzione, tant’è che ci stiamo rivolgendo anche a Paesi esteri per cercare anestesisti, pneumologi, infettivologi e medici di medicina generale.

Rimane, ovviamente, che queste persone adesso, in un numero ancora inferiore a causa di quanto accaduto nei decenni passati rispetto ad altre regioni, che ovviamente fanno meno fatica di noi, perché hanno 15.000-20.000 unità di personale più di noi, a parità di esigenze.

Provate a giocare una partita in sette. Anche il Real Madrid sarebbe in difficoltà. Ammesso che il Real Madrid sia la squadra in questo momento più importante. Giocare per un lungo periodo di tempo in inferiorità numerica crea problemi molto, molto pesanti, che refluiscono sull’umanizzazione dei percorsi e in generale sulla tenuta complessiva del sistema. 

Sono mesi e mesi che tutto il sistema sanitario pugliese è sottoposto a uno stress senza precedenti. Qualcuno dice: “Che avete fatto ad agosto?”. Ad agosto abbiamo dovuto recuperare tutti i budget di salute ordinaria che il Covid aveva sospeso. Quindi, quelle stesse persone, non altre, le stesse persone, hanno riaperto tutti i reparti ordinari e, approfittando della tregua che il Covid ci ha dato, hanno cominciato a curare le altre malattie, che di fronte all’ondata successiva che si sta verificando, un’ondata dodici volte, ad oggi, più alta di quella di marzo e aprile per numero di contagiati e per problematiche sanitarie annesse.

Il raddoppio delle strutture sanitarie sembrava un orizzonte pazzesco. Raddoppieremo le terapie intensive. Ho capito. Raddoppieremo i posti letto. Siamo già arrivati a tre volte. Il nostro Piano arriva a quattro. E speriamo che basti, perché nessuno ci dice qual è il giorno del picco. Questa cosa va detta, e va detta qui.

Quando noi proponemmo, all’inizio dell’estate, di fare tre grandi strutture di terapia intensiva, una a nord, una al centro e una a sud della Puglia e il ministero ci disse: “No, rafforzate le strutture degli ospedali che già avete” era chiaro che trasmettevano l’idea che questa seconda ondata non avrebbe avuto le caratteristiche catastrofiche di marzo-aprile. Certo, non è andata così. È stata dodici volte peggio.

Ciononostante, con un meccanismo di ridispiegamento continuo, che sta costringendo alcuni ospedali, che noi pensavamo… L’ultimo credo sia quello di Martina Franca, che è un ospedale che non è molto adatto, lo dico chiaramente, ad ospitare il Covid. Lo dico perché ognuno di noi poi deve spiegare quello che sta accadendo, lo deve spiegare a persone in carne ed ossa, con le quali ha delle relazioni, delle conoscenze. Non è una cosa semplice. Noi stiamo trasformando progressivamente tutti gli ospedali. Qualcuno dice: “Ma perché non riapri l’ospedale militare?”. Con quale personale? Noi dobbiamo convertire gli ospedali che hanno il personale. Colgo l’occasione per dirlo.

Perché se tu converti gli ospedali e non hai il personale, è inutile convertirli. Siccome vi ho detto che li stiamo importando dall’estero i medici, è evidente che, per ottenere la riconversione a Covid, bisogna sospendere alcune attività e chiedere ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari, che già sono in quell’ospedale, di fare un altro lavoro con una istruzione che devo dire realizzano in tempi molto rapidi.

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