Aqp chiude l'acqua agli sfrattati di Japigia, la replica di Vendola

Il governatore pugliese risponde a distanza al sindaco Emiliano, che ieri lo aveva chiamato in causa a proposito dell'improvvisa decisione di Aqp di sospendere l'erogazione dell'acqua alle 84 famiglie di sfrattati di Japigia

"Ogni volta che ci segnalano una questione sociale in un fatto di morosità noi, come azionista pubblico, cerchiamo di dare indicazioni al management". Il Presidente della Regione Puglia Vendola risponde a distanza al sindaco Michele Emiliano, che ieri lo aveva chiamato in causa a proposito dell'improvvisa decisione di Aqp di sospendere l'erogazione dell'acqua alle 24 famiglie di sfrattati di Japigia, e che ha provocato una vera e propria sommossa popolare, che ha visto i cittadini assltare il comando della Polizia Municipale.

"Vendola deve impedire in futuro che accadano cosa del genere in una società pubblica", aveva scritto il sindaco adirato per la notizia, chiedendo tra l'altro le dimissioni dei vertici di Acquedotto Pugliese. "Ricordo che il manager di Aqp è stato premiato come il migliore dell'anno, ricordo che le agenzie di rating internazionale hanno valutato Aqp come un'azienda di cui essere orgogliosi", è stata la risposta di Vendola su questo punto. E a proposito della coincidenza tra la decisione di Aqp e il voto per il referendum sull'acqua pubblica, sottolineata dalla stesso sindaco Emiliano, Vendola ha rivendicato l'impegno in prima fila della Regione Puglia per la gestione pubblica dell'acqua, con l'avvio dell'iter per la ripubblicizzazione di Aqp: "Con il nostro intervento - ha spiegato Vendola - l'acqua è tornata a scorrere in quei rubinetti. Si può anche segnalare un problema sapendo che basta farlo per risolverlo".

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Intanto nel pomeriggio di ieri l'Acquedotto Pugliese ha riattivato l'erogazione dell'acqua alle 84 famiglie di sfrattati che da 30 anni vivono in un complesso di case prefabbricate nel quartiere di Japigia, pur sottolineando che la questione della morosità rimane aperta. Le bollette non pagate ammontano a circa 100mila euro. Ogni mese Aqp emette un'unica bolletta per tutto il complesso abitativo intestata al Comune, il cui importo viene poi suddiviso in parti uguali tra tutte le 84 famiglie. Questa suddivisione ha tuttavia generato dei malcontenti, poichè non tiene conto delle dimensioni dei nuclei familiari, costringendo le famiglie più piccole a pagare la stessa quota delle famiglie più numerose. La situazione è poi precipitata nel momento in cui alcune famiglie si sono rifiutate di versare la propria quota, facendo così lievitare il debito nei confronti di Aqp.

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