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Martedì, 21 Maggio 2024
Politica

Arresto Pisicchio, Emiliano sulla nomina dell'ex assessore all'Arti: "Aveva assicurato che indagini erano state archiviate"

In una nota il governatore interviene sul caso dell'ex assessore regionale, sostituito ieri alla guida dell'agenzia pugliese, poche ore prima del suo arresto: "Quando nell'ambito di verifiche non ha saputo dare riscontro alle sue assicurazioni, ho proposto la sostituzione"

Un "incarico di natura temporanea", effettuato comunque "sulla base del fatto che il prof Pisicchio aveva dato assicurazioni che le indagini a suo carico erano state chiuse con archiviazione". A parlare è, in una nota, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dopo la nuova inchiesta che coinvolge l'ex assessorare regionale (e fino a ieri commissario Arti) Alfonsino Pisicchio, posto ieri ai domiciliari con le accuse di corruzione e turbata libertà dagli incanti. 

Un incarico, quello alla guida dell'Arti, che Pisicchio ha lasciato proprio nella giornata di ieri, poche ore prima del suo arresto. Nella stringata nota diffusa dalla Regione ieri, viene data notizia della nomina da parte della giunta di un "commissario straordinario dell’agenzia ARTI  Agenzia Regionale per la Tecnologia e l'Innovazione", ovvero Cosimo Elefante, dirigente regionale, RTD (Responsabile della transizione al digitale) della Regione Puglia. Nessun riferimento a Pisicchio, che invece sulla sua pagina Fb, a proposito dell'incarico lasciato, scrive: "Questo pomeriggio ho rassegnato le mie dimissioni da Commissario Straordinario dell’ARTI Puglia", spiegando che "tale decisione, che avevo da tempo maturato, dipende innanzitutto dal compimento di fatto del mio incarico di commissario straordinario, volto sin dall’inizio a predisporre le modifiche statutarie necessarie all’iter di istituzione della nuova agenzia, ai fini dell’integrazione delle attuali competenze con quelle relative all’innovazione tecnologica", e adducendo ancora come ulteriore motivazione  "il mio desiderio di dedicarmi a tempo pieno alla mia carriera accademica e ai miei studenti quale docente dell’Accademia di Belle Arti di Bari". "Dunque, nessuna scelta politica o connessa a qualsivoglia dietrologia, che pure immagino abbonderà nei prossimi giorni, ma non importa".

Poche ore dopo, tuttavia, sono arrivate (di pomeriggio) le misure cautelari eseguite dalla Guardia di Finanza. In una nota, Emiliano è oggi intervenuto fornendo le proprie spiegazioni circa quella che lo stesso presidente della Regione definisce una "sostituzione" di Pisicchio all'Arti. “La nomina a commissario Arti di Alfonso Pisicchio è stata effettuata nel dicembre scorso al solo fine di seguire il percorso legislativo con eventuali riformulazioni  del disegno di legge per l’attribuzione all’Arti delle competenze aggiuntive di trasferimento tecnologico. L’incarico aveva natura temporanea, questo è il ruolo del commissario, e sarebbe seguita successivamente la nomina del direttore generale ad altra persona non appena concluso l’iter di cui sopra". "La nomina - prosegue - è stata effettuata sulla base del fatto che il prof Pisicchio aveva dato assicurazioni che le indagini a suo carico erano state chiuse con archiviazione. Nel momento in cui è stato richiesto allo stesso prof Pisicchio di dare riscontro fattuale a queste sue assicurazioni, alla luce delle verifiche a 360 gradi che l’amministrazione regionale sta effettuando su tutte le eventuali situazioni giudiziariamente rilevanti, lo stesso non è stato in grado di dare tali riscontri. Per questa ragione in data di ieri ho proposto alla Giunta di sostituirlo con un dirigente della Regione Puglia".

Quanto agli arresti eseguita ieri, Emiliano aggiunge che "la esecuzione delle misure cautelari e quanto riportato dalla stampa in merito alle accuse rivolte allo stesso e agli altri coindagati costituiscono elementi gravissimi ed intollerabili che indurranno, ove confermati dalle indagini in corso, la Regione Puglia a costituirsi parte civile nell’eventuale processo richiedendo come sempre avvenuto il risarcimento del danno a tutte le persone che saranno condannate. Questo principio è sempre stato applicato per tutti in passato e lo sarà anche in futuro".

"Si precisa che tutte le diverse indagini in questo momento in corso da parte della Procura di Bari non hanno mai riguardato l’attività istituzionale della Giunta in carica, ed anche nell’ipotesi ultima si sottolinea che è stato un dirigente regionale a dare inizio alle indagini attraverso una sua denuncia. Ciò dimostra una capacità degli uomini e delle donne della Regione Puglia di comprendere e reagire ad ogni tentativo di commettere atti illegali. Al fine di rafforzare la capacità di vigilanza e di denuncia da parte di chiunque abbia notizie di attività illegali compiute a qualunque titolo collegate alle attività istituzionali della Regione Puglia è attivo un sistema anticorruzione conforme alle leggi nazionali che ha consentito anche in passato di scoprire, ad iniziativa della Regione Puglia, gravi reati, come le truffe in agricoltura commesse da diversi professionisti, dando modo all'Autorità giudiziaria di condannare diversi soggetti ritenuti responsabili e di ottenere i relativi risarcimenti”.

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