Domenica, 19 Settembre 2021
Politica

Assegno di fine mandato per i consiglieri regionali, il no di Laricchia e la proposta di legge: "Reintroduzione va abrogata"

La consigliera M5S contro la reintroduzione della liquidazione, che comporterà per la Regione un esborso di quasi 4 milioni di euro. Laricchia, assente per malattia alla seduta in cui il trattamento è stato reintrodotto, ne chiede l'eliminazione

Abrogare la reintroduzione del trattamento di fine mandato per i consiglieri regionali: a presentare la proposta di legge è la consigliera del Movimento 5 Stelle, Antonella Laricchia.

La liquidazione per i consiglieri regionali, 'retroattiva' dal 2013, è stata approvata all'unanimità durante l'ultima seduta del Consiglio prima della pausa estiva. Una 'manovra' che costerebbe alle casse regionali tra i 4 e i 5 milioni di euro. Nella proposta di legge presentata, Laricchia chiede "l'abrogazione dell'articolo 3 della legge 27/2021": "Con la presente proposta di legge - spiega - si intende eliminare la recente introduzione dell'assegno di fine mandato così come previsto dall'articolo 3"

Laricchia, assente per malattia durante la seduta in questione, aveva definito la reintroduzione dell'assegno (abolito nel 2012 insieme al taglio dei vitalizi, quando la Regione era guidata da Nichi Vendola) "una porcata estiva, passata con i voti di tutti", dal momento che l'emendamento è stato votato da tutti i capigruppo delle forze di maggioranza e minoranza. 

"Basta un rigo per cancellare la vergogna di agosto accaduta in Regione Puglia - scrive su Fb Laricchia riferendosi alla sua proposta di legge -  La vergogna pugliese di agosto ha indignato tutti: mentre molti portavoce comunali si sono rivolti a Giuseppe Conte per denunciare quanto hanno combinato alcuni consiglieri regionali del M5S, tanti attivisti e cittadini di qualsiasi estrazione politica hanno fatto partire delle petizioni online e stanno organizzando delle manifestazioni per chiedere l’abolizione dell’assegno di fine mandato ai consiglieri regionali, introdotto con un colpo di mano durante l’ultima seduta estiva. Diversi, sono stati anche i politici, passati e presenti, che hanno voluto prendere le distanze da questo imperdonabile comportamento da casta. Quale cittadino può avere la sorpresa della garanzia di un gruzzoletto di 35mila euro che appare di colpo sul suo conto corrente, senza aver accantonato un solo euro? Quale cittadino può decidere di assegnarsi dei soldi pubblici, così, motu proprio? Nessuno, tranne alcuni politici che decidono di agire da casta".

"Portare la voce di tutte queste persone indignate - prosegue Laricchia - significa una sola cosa: abolire l’assegno di fine mandato, così come è stato introdotto. Con una legge regionale che cancella la schifezza d’agosto. Ho presentato la proposta di legge, il cui testo è più breve del titolo. Adesso servono "solo" i voti della maggioranza dei consiglieri regionali affinché diventi legge. Per questo, serve un ulteriore sforzo dei cittadini che si stanno mobilitando fuori dal “palazzo”. Prepariamoci a far sentire la voce dell’opinione pubblica".


 

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