Autorità portuali, la Puglia avrà due sedi. Decaro: "Accolte le richieste del territorio"

Il 'derby dei porti' tra Bari e Taranto si chiude con un pareggio. Il sindaco in conferenza stampa annuncia la decisione comunicata telefonicamente dal ministro Delrio: "Il criterio applicato per l'individuazione sarà quello dei porti core"

La Puglia avrà due Autorità portuali: Bari e Taranto. A darne conferma, in una conferenza stampa convocata mercoledì pomeriggio, il sindaco Antonio Decaro, che dopo la conferma ricevuta in un colloquio telefonico dal ministro Delrio, ha reso nota la decisione del governo.

Scongiurato, dunque, il rischio, per il capoluogo pugliese, di perdere la propria Autorità portuale a vantaggio delle città ionica, inzialmente individuata come sede in vista della creazione di un ente regionale unificato. Un'ipotesi contro cui si erano scagliate i rapppresentanti dell'opposizione, che avevano spinto lo stesso primo cittadino ad impegnarsi in un'azione di 'pressing' sul governo per evitare lo 'scippo'.

"Il criterio che sarà utilizzato per scegliere le sedi del sistema della Autorità portuali - ha spiegato Decaro - è quello dei porti core, e dunque la Puglia, che ha la particolarità di averne due, e che ha espresso chiaramente dai territori la volontà di mantenere le specificità esistenti, potrà vedere riconosciute le autorità portuali di Bari e Taranto indipendentemente dalla caratteristiche di natura amministrativa del confine regionale".

In conferenza stampa, accanto al primo cittadino, consiglieri comunali e metropolitani di maggioranza, ma anche dell'opposizione, a riprova di una battaglia 'trasversale' e ampiamente condivisa, che ha visto impegnate tutte le forze politiche. Una richiesta, quella di conservare la sede dell'Autorità portuale a Bari, basata su ragioni concrete, ha ribadito il primo cittadino, "non certo campanilistiche". 

"Siamo considerati da sempre la porta verso la penisola balcanica e il Medio Oriente - ha spiegato Decaro elecando le peculiarità del porto barese - il nostro è uno scalo polivalente: abbiamo banchine al servizio dei traghetti ro pax per collegamenti sia con la Grecia e la Croazia sia con destinazioni che sono fuori Schengen, Albania e Montenegro; abbiamo un traffico crocieristico che nel 2014 ha registrato 1milione 700mila passeggeri; un traffico merci cresciuto nel 2014 anno di circa il 10% rispetto all’anno precedente, raggiungendo la cifra di 5 milioni di tonnellate annue; il nostro porto è quasi saturo, nel senso che negli anni è stato fatto un lavoro straordinario che ci ha portato non solo a realizzare grandi infrastrutture ma anche ad esercitare una crescente capacità di attrazione di merci e passeggeri; senza dimenticare che un altro elemento a nostro favore è rappresentato dalle linee ro-ro che dal 2015 collegano Bari ai porti di Venezia, Ravenna e Patrasso con frequenza trisettimanale. Bari è uno dei porti core della rete europea TEN T, e lo è già da prima che lo diventasse il porto di Taranto. Rispetto alla città di Taranto abbiamo esigenze diverse, traffici diversi e mari diversi: per questo i nostri porti non sono in concorrenza, e ben venga il protocollo che è stato sottoscritto qualche giorno fa, proprio a Taranto, per una maggiore collaborazione tra i porti pugliesi". 

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"Noi siamo pronti a collaborare - ha aggiunto ancora Decaro - Spero anzi che quel protocollo possa essere esteso ad altre realtà meridionali. In quest’ottica chiederò al sindaco di Brindisi un incontro per condividere con convinzione un percorso di sviluppo nell’ambito del nuovo quadro strategico della portualità e della logistica. Una specificità del porto di Bari rispetto ad altri è proprio l’essere scalo polivalente, insieme al fatto di essere gestito in autonomia dall’Autorità portuale. Non è possibile pensare di gestire l’operatività di un porto di queste dimensioni e con questa complessità avendo la sede dell’Autorità di sistema portuale in un’altra città. La presenza, qui al mio fianco, di tanti consiglieri comunali e metropolitani di maggioranza e opposizione, è la testimonianza concreta di una volontà unitaria, condivisa anche dagli operatori portuali, di mantenere la specificità del nostro porto". 

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